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Cronaca | 15 gennaio 2021, 19:33

A Torino in arrivo l’assistente pedonale: i condannati per reati stradali si riabiliteranno agli incroci pericolosi

Siglato protocollo d’intesa tra Città di Torino e l’ Associazione Familiari e Vittime della Strada. Dieci assistenti insieme ai vigili urbani in piazza Castello, via Roma e via Lagrange

La nuova figura dell'assistente pedonale

Assistente pedonale

Un condannato o indagato per reati stradali come assistente pedonale negli incroci pericolosi. Debutterà nei prossimi giorni a Torino questa nuova figura frutto del protocollo siglato tra la Città e l’ Associazione Familiari e Vittime della Strada che prevede la realizzazione del progetto “Ruote ferme, pedoni salvi”.

Pettorina gialla, paletta e bodycam. Questa la dotazione delle dieci persone che hanno aderito alla sperimentazione sulla sicurezza stradale a Torino. Che sia il capoluogo piemontese a dare il via all’iniziativa non è un caso: “Siamo stati scelti per la sensibilità mostrata in termini di sicurezza stradale” ha spiegato il comandante della polizia municipale, Emiliano Bezzon. Sotto la Mole, solo nel 2020, si sono verificati 3.468 incidenti, di cui 2.044 con feriti e 14 mortali. Di questi, 138 sono avvenuti a causa di guida sotto effetto di alcool, 11 con guida sotto effetto di sostanze stupefacenti e 67 sono stati seguiti da un’omissione di soccorso.

Fondamentale per questo progetto la collaborazione istituzionale e la sinergia con AFVS  (Associazione Familiari e Vittime della Strada). L’associazione, che ha in carico per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità persone indagate o condannate per “reati stradali” si assicurerà che insieme alla polizia municipale, quest’ultimi svolgano servizi di vigilanza nel territorio cittadino nei luoghi strategici identificati dall’amministrazione.  “Lavoreremo nelle zone auliche, perché sono quelle più interessate dalla circolazione pedonale” ha ammesso Bezzon, rivelando come la sperimentazione prenderà avrà inizialmente luogo in via Roma, via Lagrange e piazza Castello.

“Ruote ferme, pedoni salvi”, progetto a costo zero che si autofinanzia con risarcimenti previsti tra le condotte ripartive, vedrà il coinvolgimento soprattutto di giovani che hanno commesso un errore. L’identikit fornito da Silvia Frisina, appartenete all’associazione AFVS, è quello di un ragazzo tra i 20 e i 28 anni che ha commesso il reato di guida in stato di ebbrezza. L’obiettivo è ambizioso: la rieducazione della pena attraverso un’azione per la collettività. 

“Sono convinto che investire sulla funzione  rieducativa della pena e fare in modo che la collettività riceva una restituzione, corrisponda a un interesse generale” ha affermato Andrea Giorgis, sottosegretario di Stato per la Giustizia.

“Crediamo fortemente nella funzione rieducativa della pena, questo progetto rafforza questo messaggio. Abbiamo persone che hanno commesso un errore e ora si mettono a disposizione della collettività” ha spiegato Chiara Appendino. La sindaca, forte promotrice dell’iniziativa, ha poi lasciato in sospeso una riflessione in merito alla sicurezza stradale: “Nonostante gli sforzi, a Torino i numeri sono ancora troppo alti e questo fenomeno continua a essere un fenomeno crescente. Bisogna combattere e favorire la sicurezza stradale”.

Andrea Parisotto

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