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Attualità | 25 gennaio 2021, 12:48

Mercoledì esercitazione della Protezione civile a Moncalieri, nelle zone interessate dall'alluvione del 2016

Obiettivo: testare nuovi strumenti tecnologici per migliorare la risposta del sistema, in caso si calamità

foto di repertorio dell'alluvione del novembre 2016 a Moncalieri

Mercoledì 27 esercitazione della Protezione civile a Moncalieri, nelle zone interessate dall'alluvione del 2016

        Mercoledì si terrà un’esercitazione (cosiddetto Pilot) organizzata dal Settore di Protezione civile della Regione Piemonte, con l'obiettivo di testare tecnologie innovative e di ricerca applicata, per migliorare la risposta del sistema ad un’emergenza, che avrà come scenario il territorio della zona sud di Moncalieri, con le frazioni Tagliaferro e Tetti Piatti, dove nel novembre 2016 si verificò una grave alluvione, innescata soprattutto dal torrente Chisola.

          L’iniziativa rientra nell’ambito di FASTER, un progetto che definisce, a livello europeo, una collaborazione tra Enti di ricerca applicata e sistemi di protezione civile, volta alla definizione di nuovi strumenti tecnologici che possano agevolare l'intervento in emergenza degli operatori del soccorso su terreno, nonchè migliorare la consapevolezza e la percezione della situazione di emergenza in atto nei centri di comando e sale operative attivate sul territorio.

         "Il sistema di Protezione civile regionale è un’eccellenza riconosciuta a tutti i livelli per la capacità di intervento in emergenza – sottolinea l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi - Una capacità acquisita negli anni e che si sta rivelando particolarmente utile nello scenario inedito di pandemia che stiamo affrontando. I nostri volontari e i nostri operatori sono stati in grado di convertire le proprie competenze per metterle a servizio dell’emergenza sanitaria in maniera straordinariamente rapida ed efficiente. In questo contesto, i progetti come FASTER assumono un significato ancora più incisivo poiché ci permettono di fare un ulteriore passo in avanti adottando nuovi strumenti tecnologici che migliorano ulteriormente gli interventi e gli skill degli operatori".

           Il programma del Pilot di Moncalieri prevede la sperimentazione e l'uso di tecnologie tra le quali:

  • strumenti di geolocalizzazione dei soccorritori sul terreno, a supporto delle attività di sorveglianza e soccorso sviluppati in ambiente Telegram (applicazione di messaggistica istantanea);

  • strumenti indossabili (“wearables”) di tipo smartwatch, per la ricezione e l'invio di segnazioni da e per lo scenario emergenziale;

  • strumenti cosiddetti “Textiles”, anch'essi da indossare, che permettono il controllo in telemetria di parametri ambientali e biometrici dei soccorritori presenti sullo scenario emergenziale;

  • strumenti che permettono l'interoperabilità e la comunicazione tra sistemi informativi, con l'obiettivo di inviare e ricevere messaggi tra gli operatori del soccorso;

  • strumenti cartografici di visualizzazione di tutte le informazioni disponibili relative allo scenario emergenziale in versione desktop e portatile;

  • droni per il sorvolo delle aree dello scenario emergenziale, con immediata trasmissione in “real time” delle immagini acquisite ai centri di comando e sale operative di protezione civile attivate sul territorio

         All’esercitazione, prenderanno parte una quarantina di operatori del soccorso, tra i volontari appartenenti al Coordinamento Regionale del Volontariato, al Corpo Regionale AIB, alla Associazione Nazionale Carabinieri e alla Croce Rossa.

          Oltre ai volontari, saranno presenti tecnici del CSI-Piemonte, di Arpa Piemonte e dei Settori Geologico e Protezione Civile della Regione Piemonte. La giornata esercitativa vedrà, inoltre, la partecipazione di tutti i partner internazionali del progetto che, in modalità “da remoto” e in videoconferenza, supporteranno le attività di test che verranno condotte.

Tutte le attività verranno svolte ponendo massima attenzione alle regole di precauzione e distanziamento imposte dall'attuale fase di evoluzione del contagio da Covid-19.

Massimo De Marzi

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