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Eventi | 17 febbraio 2021, 08:45

Un Beethoven trentenne ispirato da Goethe: Daniele Rustioni sul podio del Regio

In streaming giovedì 18 febbraio alle ore 20. Il Maestro: "L'Eroica è dedicata a tutti noi che continuiamo a fare musica"

Il Maestro Daniele Rustioni

Il Maestro Daniele Rustioni

Per la rassegna in streaming Giovedì del Regio, il 18 febbraio, alle ore 20, il prossimo appuntamento è con il Concerto diretto da Daniele Rustioni, interamente dedicato a Ludwig van Beethoven, con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Andrea Secchi.

Si inizia dall’Ouverture Le creature di Prometeo in re maggiore op. 43a e chiude il concerto la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica; nella parte centrale, un brano di rara esecuzione: la cantata Clama di mare e viaggio felice in re maggiore per coro e orchestra op. 112.  

"È da dodici anni che sei nel mio cuore, sono sicuro che quando le tue porte si riapriranno e si tornerà a far musica insieme, scriverai altre gloriose pagine di storia, di musica e di teatro, quindi vi abbraccio, ti voglio bene Teatro Regio". Così il Maestro Rustioni - uno dei più importanti direttori d’orchestra della sua generazione sia nel repertorio operistico sia in quello sinfonico -, nell’aprile dello scorso anno, augurava buon compleanno all'ente lirico. 

Beethoven aveva trent’anni quando a Vienna nel 1801 scrisse le musiche per il balletto “eroico-allegorico” Le creature di Prometeo, ideato dal coreografo Salvatore Viganò. La scenografia conquistò il giovane compositore attraverso la suggestiva commistione di mitologia greca e sottintesi illuministici: «due statue» (simbolo di un’umanità inerte, relegata a uno stadio primordiale) prendevano vita «grazie al potere dell’armonia» e venivano condotte al Parnaso da Prometeo, mediatore del sapere, maestro di belle arti.

L’Ouverture inizia con accordi solenni che scuotono dal torpore poi, alla ripresa dell’inno, due accordi dissonanti prorompono in fortissimo su un rullo di timpani, ma basta uno slittamento cromatico per ripristinare il do maggiore e l’eloquio disteso della cadenza. È questo, infatti, il messaggio dell’opera: le nebbie si dissipano e l’oscurità, con la sua minaccia, è sempre vinta da un’affermazione di luce.

Due poesie di Goethe forniscono il testo per il dittico Calma di mare e viaggio felice (composti nel 1814-1815)Nel primo pezzo, si contempla la quiete del mare, con intenti lontani dal mero descrittivismo: la distesa marina è l’oggettivazione di uno stato d’animo, è «terribile calma di morte». Il tempo diventa spazio. I lunghi pedali degli archi delineano l’orizzonte sconfinato delle acque, sulle quali aleggia lo spirito, con un canto a fil di voce. Estinte le forze, il paesaggio si perde nella lontananza, se non fosse per una nota tenuta dai violoncelli, che traghetta, senza soluzione di continuità, nelle atmosfere del componimento successivo: il Viaggio felice. Come per incanto, i tenebrosi abissi prendono vita e accompagnano la traversata del marinaio.

Infine, la Sinfonia n. 3 composta tra il 1802 e il 1804, la celeberrima "Eroica, dedicata a tutti noi e a tutti voi – sottolinea Rustioni –, perché siamo un po’ tutti eroi dei nostri tempi. Noi continuiamo a fare musica e, seppur con difficoltà, portiamo l’arte nelle case del nostro pubblico, che tenacemente ci segue in questo periodo così complesso".

Per ulteriori informazioni e per lo streaming: www.teatroregio.torino.it.

Manuela Marascio

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