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Cronaca | 19 febbraio 2021, 12:45

Golpe in Birmania, anche Torino scende in piazza per chiedere la liberazione di Aung San Suu Kyi

"Siamo in contatto quotidiano con la gente del Myanmar e sono terrorizzati", ha detto Eleonora Gatti, una delle manifestanti che ha lavorato 5 anni nel Paese asiatico

Manifestazione in piazza Palazzo di Città

La manifestazione di solidarietà in favore del popolo birmano e delle istituzioni elette democraticamente

Anche Torino scende in strada per testimoniare la sua solidarietà alla popolazione birmana dopo il colpo di Stato che ha dilaniato il Myanmar alcune settimane fa.

Era il 1° febbraio quando le forze militari si sono rivoltato contro le autorità statali e hanno arrestato Aung San Suu Kyi, figura carismatica e leader della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), il partito che aveva vinto alle ultime elezioni di novembre. 

"Ogni attentato ai diritti umani in qualsiasi parte del mondo è un attentato contro tutti noi", è il principio che ha portato oggi a organizzare una manifestazione di protesta sotto i balconi del Comune di Torino, in piazza Palazzo di Città. Tra le richieste, condivise anche da altre iniziative nonviolente che si sono realizzate in tutto il mondo, il ripristino del parlamento che era stato eletto democraticamente e la liberazione di tutte le persone arrestate, compresa Aung San Suu Kyi e il Presidente della Repubblica, Win Myint

"Siamo in contatto quotidiano con la gente del Myanmar e sono terrorizzati - dice Eleonora Gatti, una delle manifestanti che ha lavorato 5 anni nella ex Birmania - Hanno paura di tornare a prima del 2011 quando per decenni aveva imperato la dittatura".

"Purtroppo nella parte Nord hanno già iniziato a sparare, mostrando in strada i carri armati e bloccando anche le comunicazioni via Internet".

Massimiliano Sciullo

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