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Cronaca | 19 febbraio 2021, 16:14

La Procura accusa la Regione Piemonte: “Misure anti-inquinamento non hanno tenuto conto della vulnerabilità dei bambini”

Al centro dell’inchiesta anche il Comune di Torino: “Misure per ridurre il traffico insufficienti e inefficaci”. Per tutti l’accusa è inquinamento ambientale

palazzo di giustizia di Torino

la Procura accusa la Regione Piemonte: “Misure anti-inquinamento non hanno tenuto conto della vulnerabilità dei bambini”

Le misure anti-inquinamento adottate dalla Regione Piemonte non avrebbero tenuto conto della vulnerabilità di gruppi sensibili della popolazione, quali bambini, anziani e malati. È una delle accuse avanzate dalla Procura di Torino all’ente regionale, che insieme al Comune di Torino è al centro di una maxi inchiesta sull’inquinamento, coordinata dal pm Gianfranco Colace, che stamattina ha firmato gli avvisi di garanzia per la sindaca Chiara Appendino, l’ex primo cittadino Piero Fassino, il governatore Alberto Cirio e l'ex precedente della Regione Sergio Chiamparino, nonché per agli assessori all’Ambiente che si sono succeduti nelle ultime due legislature.

Per tutti l’accusa è inquinamento ambientale, un reato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano nel 2015. Secondo la Procura, dal 2015 al 2020, in tutte le stazioni di rilevamento di Pm2,5 (le polveri sottili) presenti a Torino si sono superati i limiti di concentrazione raccomandati dall’Oms, pari a 10ug/m3. Riguardo alle responsabilità di sindaci e assessori comunali all’Ambiente, la Procura specifica che “hanno il potere di emanare ordinanze urgenti in caso di emergenze sanitarie, quali possono essere ritenute quelle tra l’altro derivanti dal superamento dei valori limite di Pm10, l’esposizione al quale inquinante è dimostrato essere agente causale di un eccesso di mortalità nella popolazione”.

I magistrati si sono anche soffermati sulle misure anti-smog volte a ridurre il traffico, che il Comune non avrebbe adottato “se non eventualmente in parte e in maniera insufficiente e inefficace”. Segue un elenco di azioni intraprese in altre città italiane ed europee, quali l’accesso a pagamento in un’area del centro città per gli autoveicoli con elevati standard di emissioni e il divieto di accesso per quelli con standard inferiori; la promozione del trasporto pubblico cittadino attraverso agevolazioni tariffarie e finanziamenti dedicati “considerato che il trasporto pubblico locale è gestito da Gtt Spa, controllata attraverso una finanziaria dalla Città di Torino”.

E infine, l’incentivazione di servizi di bike sharing, la distribuzione di bonus per l’acquisto di biciclette, lo sviluppo infrastrutturale di un’idonea rete di piste ciclabili “adeguatamente integrata con un sistema di trasporto pubblico capace di ridurre il traffico veicolare” o la limitazione della velocità a 30 km/h nei controviali cittadini e in altre strade.

Marco Panzarella

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