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Attualità | 24 febbraio 2021, 14:20

Aurora, test rapido a 84 persone grazie allo 'screening di quartiere' dello Spazio Popolare Neruda

Mattinata di tamponi nell'ex scuola di corso Ciriè a Torino grazie a un progetto dell'Ordine dei Medici di Torino in collaborazione con la ong Rainbow for Africa

screening di quartiere allo spazio Neruda

Aurora, test rapido a 84 persone grazie allo 'screening di quartiere' dello Spazio Popolare Neruda

Uno 'screening di quartiere' per permettere ai residenti nel quartiere Aurora e alle fasce deboli della popolazione di sottoporsi a un test Covid-19 rapido in modo completamente gratuito: è stata questa l'iniziativa organizzata dallo Spazio Popolare Neruda e realizzata nella mattinata di martedì grazie a un progetto dell'Ordine di Medici e Odontoiatri di Torino (vincitore di un bando regionale, ndr) in collaborazione con la ong Rainbow for Africa.

Nello stabile di corso Ciriè 7 sono state sottoposte al tampone, in tutto, ben 84 persone: “Durante il primo lockdown – hanno spiegato dallo Spazio Neruda – ci siamo dovuti auto-organizzare creando una rete di saperi medici, supportati da alcuni volontari pronti a darci una mano nelle situazioni più critiche. Con la nascita del progetto durante la seconda ondata di pandemia, e dopo diversi screening interni, abbiamo poi pensato di offrire questa possibilità anche al quartiere. In caso di referto positivo, le persone sono state inviate a un centro specializzato per il test molecolare, ed eventualmente indirizzate a una struttura dove poter trascorrere la quarantena se prive di una casa o di un luogo dove stare”.

Le motivazioni profonde che hanno spinto all'organizzazione dell'iniziativa sono diverse: “Dopo decenni di tagli – hanno aggiunto gli attivisti – è venuta meno la prevenzione, con tantissime persone escluse dal sistema sanitario e dai test perché, ad esempio, sono senza permesso di soggiorno; la stessa cosa accade anche alle fasce deboli perché prive di informazioni adeguate. L'eventuale negatività al tampone, inoltre, consente di mantenere quel minimo di socialità e di sicurezza sanitaria nell'incontro con gli altri”.

Le operazioni si sono svolte in modo regolare ed estremamente organizzato, rispettando in modo scrupoloso le normative anti-Covid, riuscendo a raggiungere un'utenza abbastanza eterogenea: “Il lancio dello screening pubblico – hanno concluso – per noi ha rappresentato una sfida, affrontata riattivando le nostre reti già attive sul quartiere. Oltre ad alcuni dei nostri volontari, si sono presentate diverse famiglie e persone anziane residenti nel quartiere".

"La notizia è circolata parecchio sia nelle reti di distribuzione alimentare, grazie a vari volantinaggi, che sulle chat scolastiche; abbiamo ricevuto, inoltre, molte chiamate da cooperative e oratori e il riscontro è stato molto positivo anche grazie alla serietà di tutti”, hanno concluso gli attivisti.

Marco Berton

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