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Politica | 03 marzo 2021, 13:02

Legge elettorale regionale, +Europa e Radicali: "Da un anno e mezzo abbiamo presentato una petizione popolare"

"La richiesta è quella di una riforma in senso uninominale, ma non abbiamo mai ricevuto risposta"

foto di archivio di Radicali e +Europa

Legge elettorale regionale, +Europa e Radicali: "Da un anno e mezzo abbiamo presentato una petizione popolare"

Il 26 settembre 2019, i dirigenti di +Europa Torino, dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e di Radicali Italiani, Marco Cavaletto, Igor Boni, Silvio Viale e Beatrice Pizzini hanno presentato una petizione popolare secondo l'art. 85 dello statuto della Regione Piemonte che chiedeva l'approvazione di una riforma elettorale regionale uninominale e maggioritaria, suddividendo il territorio regionale in 50 collegi uninominali, abolendo il listino del Presidente.

La petizione è stata ritenuta ricevibile e assegnata alla Prima Commissione l'8 ottobre 2019. Secondo il regolamento pubblicato sul sito del Consiglio regionale al seguente link (Petizione al Consiglio regionale - Consiglio regionale del Piemonte (cr.piemonte.it)) "L'esame si conclude entro 45 giorni dal ricevimento in commissione".

Questa la dichiarazione di Marco Cavaletto (Coordinatore gruppo +Europa Torino) e Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani): "La nostra petizione è stata assegnata alla commissione da oltre 500 giorni (altro che i 45 giorni previsti per ottenere una risposta) e non abbiamo ricevuto alcun riscontro e nessuna convocazione per una audizione in commissione come avevamo richiesto. Tale violazione del regolamento è inaccettabile soprattutto in vista del fatto che il Consiglio regionale, oltre a violare il proprio Statuto che prevede espressamente la facoltà di fare petizioni da parte di cittadini singoli e associati, affronta il tema della riforma elettorale facendo finta che la nostra proposta non esista".

"Ribadiamo la richiesta di essere ascoltati per spiegare ai consiglieri la nostra proposta che cancellerebbe le clientele delle preferenze, darebbe rappresentatività a tutti i territori e alla maggioranza degli elettori la scelta degli eletti. Una riforma che cambierebbe alla base la selezione delle classi dirigenti e dei nostri rappresentanti istituzionali regionali. Una riforma sulla quale vogliamo si apra una discussione al più presto alla quale pretendiamo di esserci in virtù delle prerogative dello Statuto regionale e del regolamento".

comunicato stampa

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