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Cronaca | 05 marzo 2021, 13:40

La presidente della Corte dei Conti: “Più controlli sulle risorse pubbliche da impiegare per la ripresa economica”

Inaugurato l’anno giudiziario della sezione piemontese. “Il processo giusto è anche a distanza”

Cinthia Pinotti - foto di repertorio

La presidente della Corte dei Conti: “Più controlli sulle risorse pubbliche da impiegare per la ripresa economica”

In un momento in cui il paese disporrà di ingenti risorse pubbliche da impiegare nel modo più proficuo e corretto ai fini della ripartenza e ripresa economica, è ancor più necessaria un controllo del giudice quale disincentivo a una scorretta gestione da parte degli amministratori che non devono aver timore di assumere decisioni motivate e trasparenti”. Lo ha detto stamattina a Torino la presidente della Corte dei Conti del Piemonte, Cinthia Pinotti, durante il discorso d’apertura dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021.

È noto che per uscire dalla grave crisi economica - ha aggiunto - sarà necessario impegnare una enorme quantità di risorse, a valere sui fondi europei, che verranno erogate solo a fronte di adeguati interventi di riforma del sistema nazionale: si tratta di somme che, tuttavia, una volta acquisite dovranno in larga misura essere restituite dalle generazioni future. È dunque un imperativo etico e morale, oltre che politico e giuridico, dei governi, garantirne l’impiego più proficuo e razionale nell’interesse generale”. 

Pinotti ha quindi affrontato il tema della giustizia da remoto imposta dalla pandemia sanitaria. “Credo che di fronte alla gravità del rischio sanitario - ha detto - il dibattito teorico sulle sedi, fisiche o virtuali, dell’esercizio della giurisdizione ed in genere della sovranità rischi di apparire del tutto sterile e lontano dalla realtà, il giusto processo può anche essere a distanza. La giustizia da remoto non può sostituire quella ordinaria, ciò sarebbe impensabile, certo è, però, che l’emergenza ha messo il sistema giustizia di fronte all’esigenza di mettere in primo piano la persona e la sua sicurezza come valore supremo da tutelare".

"Il processo è giusto se il contraddittorio tra le parti davanti a un giudice terzo e neutrale non è sacrificato, se è assicurato l’accesso di giudice e parti ai documenti posti a base della decisione anche se dematerializzati, se i tempi della discussione permettono che venga garantito il principio dell’oralità - ha concluso Cinthia Pinotti - L'ambiente virtuale rompe i confini e crea un luogo speciale interattivo in cui giudice e parti possono confrontarsi paritariamente in uno spazio condiviso in cui, paradossalmente, malgrado il termine 'a distanza', le distanze vengono abbattute”.

Marco Panzarella

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