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Cultura e spettacoli | 05 aprile 2021, 10:40

Alla ricerca del "tempo presente infinito" di Mario e Marisa: alla Fondazione Merz si incontrano due mondi

Pronto il nuovo allestimento che presenta il lavoro dei due artisti in un percorso unitario, in forma dialogica

Marisa e Mario Merz

Marisa e Mario Merz

Un progetto espositivo incentrato sulle figure di Mario e Marisa Merz, che fornisca una risposta alla domanda sul ruolo, oggi, delle istituzioni culturali minate dalla pandemia. E' la nuova proposta della Fondazione Merz, dal carattere intimo, familiare, ma anche energico, dinamico, quale vettore di un'esplorazione artistica inedita. 

A cura di Mariano Boggia, l'allestimento, che per la prima volta fa incontrare il lavoro di Marisa e Mario, sarà presentato in un percorso unitario, quasi a ricreare la dimensione dialogica, lo scambio intenso e profondo sulle reciproche pratiche che sempre i due autori esercitarono, mantenendo punti di vista individuali.
Il titolo della mostra, “Marisa e Mario Merz. La punta della matita può eseguire un sorpasso di coscienza”, è citazione del grande esponente dell'arte povera, che riconduce al terreno comune della pratica come punto di inizio per la prefigurazione di mondi sconosciuti. 

“Presentare insieme le opere di Marisa e Mario Merz significa avere l’opportunità di cogliere due modalità espressive differenti, ma intimamente collegate e interagenti - spiega il curatore -.  Marisa e Mario vivono e si mostrano sempre insieme, è impossibile separarli. Insieme lavorano negli spazi domestici della casa; insieme si muovono nel mondo esercitando ciascuno sull’altro, stimoli, incoraggiamento e protezione”.

Il progetto espositivo vuole sottolineare come la qualità e l’energia impressa nelle opere dei due artisti sia la stessa, seppure di valenza diversa, e propone al visitatore l’opportunità di una riflessione anche sulla loro considerazione del tempo e dello spazio. 

È il “tempo presente infinito” la dimensione in cui ogni giorno Marisa si dedica allo studio della struttura dei volti femminili con il disegno, la pittura, la scultura. Talvolta queste opere sono inserite in ambienti attraversati da trame di filo di rame, in un ponte temporale che unisce, attualizzandoli, esiti artistici di momenti lontani.

Ed è sempre il “tempo presente infinito” ad avvolgere anche l’attività di Mario che, a ogni occasione, ha reinventato il suo igloo attraverso l’uso di materiali sempre diversi, disegnando di volta in volta un paesaggio abitato da nuove specie di animali e vegetali, immagini di una natura reinventata e riclassificata.

Come il tempo, così anche lo spazio viene reinventato. La dimensione domestica non è diversa da quella museale: come nella loro casa-studio, nella Fondazione l’ambiente presenta una fitta trama di disegni, sculture, oggetti ed è segnato dal neon dei numeri di Fibonacci, in una vertigine che ripropone la domanda di Mario se lo spazio sia curvo o diritto.

L'apertura della mostra è prevista non appena l'emergenza sanitaria consentirà ai musei di riprendere l'attività. 

Manuela Marascio

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