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Attualità | 13 aprile 2021, 10:00

Da Giaveno campagna a sostegno di 200 operaie salvadoregne delle Maquilas

L’obiettivo è fornire una borsa della spesa minima contente viveri di prima necessità e alcuni prodotti per l’igiene: il crowdfunding terminerà il 15 aprile

Obiettivo fornire una borsa della spesa con viveri di prima necessità e prodotti per l’igiene (Foto tratta dalla pagina Facebook di Lisanga)

Obiettivo fornire una borsa della spesa con viveri di prima necessità e prodotti per l’igiene (Foto tratta dalla pagina Facebook di Lisanga)

Da Giaveno una campagna a sostegno di 200 operaie salvadoregne delle Maquilas.  La Red Obreras Campesinas Feministas El Salvador, che ha il suo referente italiano nell'associazione "Lisangà culture in movimento OdV" del Torinese - ha attivato una crowdfunding con l’obiettivo di fornire una borsa della spesa minima dal valore di 15 euro ciascuna, contenente viveri di prima necessità insieme ad alcuni prodotti per l’igiene. Lo sfruttamento della manodopera salvadoregna a mano delle Maquilas necessita la nascita e la crescita di organizzazioni sindacali attive nel territorio, che denuncino le violazioni e proteggano i lavoratori durante la loro occupazione in esse e in caso di licenziamento illegittimo.

Le Maquilas sono stabilimenti industriali posseduti o controllati da soggetti stranieri, e costituiscono una delle principali fonti di lavoro in El Salvador, principalmente per le donne. Secondo i dati della Camera dell'industria tessile e dell'abbigliamento (CAMTEX), questi generano circa 240.000 posti di lavoro, 80.000 diretti e circa 160.000 indiretti. Ad oggi, ci sono 17 zone franche situate in sei dipartimenti del paese. Ospitano più di 200 aziende in vari settori: tessile, abbigliamento, centri di distribuzione, contact center, agroindustria, agricoltura, elettronica e lavorazione dei metalli. Si tratta di una occupazione molto precaria, gli operai sono fra i più sottopagati del paese (con un salario di $6.25 giornalieri e $187.50 mensili, il più basso dopo quello del settore agricolo) e i diritti dei lavoratori vengono continuamente violati attraverso sfruttamenti a favore della produttività e del guadagno delle imprese.

La campagna terminerà nel suo primo step il 15 aprile, con l’obiettivo minimo di donazione per una cifra pari o superiore a 3.000 euro, fondamentali per aiutare a superare al più presto questo momento di grave difficoltà economica, incrementato dalla pandemia.

Cinzia Gatti

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