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Economia e lavoro | 20 aprile 2021, 14:08

Embraco, su Italcomp il Governo ci sta. Ma la palla è al curatore fallimentare: "Deve chiedere la cassa Covid"

La sottosegretaria Todde ha ribadito l'appoggio al progetto che comprende anche l'Acc di Mel, che sarà finanziata con un emendamento ad hoc. Venerdì nuovo vertice per scongiurare i licenziamenti. Sindacati pronti a manifestare. Chiorino: "Parlerò con Gili, farà la sua parte"

Protesta operai a Roma

La protesta degli operai Embraco e Acc davanti al Mise

Dopo il vertice romano, la palla è al curatore fallimentare. Si gioca sul filo dei giorni (se non dei secondi) la partita-Embraco. Una vicenda che si trascina ormai da oltre tre anni e mezzo, ma che questa mattina a Roma ha vissuto un momento cardine presso gli uffici del Ministero per lo Sviluppo Economico

Di fronte alla viceministro Alessandra Todde (che finalmente ha ottenuto le deleghe e la titolarità della questione, dopo averla seguita anche come sottosegretaria nei mesi passati), i sindacati e i lavoratori hanno fissato alcuni punti della vicenda. 

Innanzitutto, il Governo è ancora disponibile a sostenere il progetto Italcomp (senza pregiudiziali sulle quote societarie e sulla presenza dei privati all'interno) e per il 20 maggio è fissata l'approvazione dell'emendamento - che avrà il sostegno di tutte le parti politiche - per finanziare la Acc di Mel, l'altra azienda che con Embraco entrerà nel nuovo piano di rilancio.

Il "nodo" della richiesta di cassa integrazione

Per arrivare al 20 maggio, però, serve che per Embraco arrivi una nuova cassa integrazione (a causale Covid, non più cessata attività), così da guadagnare il tempo necessario a rimettere l'intera vicenda sui binari giusti. E qui si innesca il meccanismo che per ora sembra non smuoversi: deve essere infatti il curatore fallimentare a formulare la nuova richiesta. Atto che, al momento, non sembra orientato a fare. Un nodo che appare difficile da sciogliere, visto che sembrerebbe mancare - e qui la palla sarebbe nelle mani del Ministero del Lavoro - la possibilità per chi è in cessata attività di chiedere la cassa per Covid. Ma in tutto questo potrebbe anche influire la volontà di non gravare ulteriormente sui conti di quel che resta di Ventures, visto che in parte l'azienda partecipa all'erogazione dell'ammortizzatore sociale.

I sindacati: "Pronti a manifestare dal curatore fallimentare"

Dunque, il progetto Italcomp rischia davvero di uscire di strada all'ultima curva, se la situazione non si sbloccherà. Ma i sindacati metalmeccanici che oggi hanno accompagnato i lavoratori a Roma sono pronti a tutto. Fim, Fiom, Uilm e Uglm infatti stanno pensando - in attesa del vertice in videoconferenza convocato dal Mise per venerdì alle 14 - di manifestare nei prossimi giorni sotto gli uffici del curatore fallimentare, in via Perrone. "Vogliamo far sentire la voce e la necessità di questo atto - spiega Ugo Bolognesi, responsabile della vertenza Embraco per Fiom Cgil Torino -. Non è pensabile che il progetto si fermi per questo motivo, con la piena disponibilità del Governo. Ci aspettiamo che la situazione si sblocchi e che venerdì si entri nei dettagli della questione".

"Venerdì sarà il momento in cui si metteranno le carte in tavola - aggiunge Arcangelo Montemarano, di Fim Cisl - perché non ci si può ridurre a un rimpallo di responsabilità tra curatela e ministeri a pochi giorni dalla fine della procedura di licenziamento collettivo. Alla nuova riunione dovranno parlarsi e concordare la via d'uscita: questa vertenza non può finire in questo modo".

E su questo fronte è la stessa Elena Chiorino, assessore regionale al Lavoro, a scendere in campo: "La priorità sono i lavoratori e, nell’immediato,  pare che l’unico che possa bloccare il licenziamento collettivo sia il curatore fallimentare con la stretta collaborazione del Ministero del Lavoro. Parlerò personalmente con il curatore Gili, sono certa che farà la sua parte”.

"Quel che resta del fondo Whirlpool vada ai lavoratori"

"Un'altra richiesta che abbiamo avanzato al Governo - aggiunge Vito Benevento, della segreteria di Uilm Torino - è che ciò che resta del fondo di reindustrializzazione lasciato da Whirlpool, circa 9 milioni, non torni alla multinazionale o resti nelle casse dell'azienda. Deve essere destinato, come era in origine, ai lavoratori. E' comprensibile che, dopo 3 anni e mezzo di peregrinazioni, ci sia chi vuole uscire dal progetto".

Il sito potrebbe anche non essere quello di Riva di Chieri

E Antonio Spera, segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici, aggiunge: "In questo momento non è specificata quale sia la formula della compartecipazione pubblico-privata in Italcomp, ma in ogni caso il Governo ha confermato il suo intento. E quindi è doveroso andare avanti su questa strada. Anche se il sito individuato per la nuova fabbrica non fosse quello ex Embraco di Riva di Chieri, ma un altro, individuato dalle istituzioni. Quello è il problema minore". 

"Chiediamo più chiarezza nelle affermazioni fa parte delle istituzioni - conclude Ciro Marino, segretario di Uglm Torinoe di non fare dichiarazioni che possano solo illudere ancora i lavoratori ormai delusi e stremati".

Massimiliano Sciullo

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