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Cronaca | 22 aprile 2021, 12:00

L'attivista No Tav ferita attacca la Polizia: "Sono stata colpita da un lacrimogeno"

La 36enne Giovanna Saraceno resta in ospedale, oggi delicato intervento maxillofacciale

Giovanna Saraceno

L'attivista No Tav ferita attacca la Polizia: "Sono stata colpita da un lacrimogeno"

"Sono stata colpita da un lacrimogeno": lo sostiene Giovanna Saraceno, la militante del centro sociale pisano 'Newroz' rimasta ferita sabato sera durante una dimostrazione No Tav a San Didero.

Oggi delicato intervento maxillofacciale

Ricoverata all'ospedale Molinette,  dove oggi subirà un intervento maxillofacciale, la 36enne parla per la prima volta di quanto accaduto in un video pubblicato su notav.info, il sito internet di riferimento del movimento che si oppone alla Torino-Lione. "Volevo ringraziare tutte e tutti, dirvi che non mi sono mai sentita sola, ho sentito la vicinanza di tutto il movimento No Tav e di tutte le persone che lottano per una vita migliore e contro le devastazioni dei territori. Non vedo l'ora di abbracciarvi tutti ed essere tra di voi", aggiunge la Saraceno, che nel video definisce la Tav "un'opera inutile e dannosa".

La denuncia: In atto 'un tiro al No Tav'

Il video, aggiunge il Movimento No Tav, "arriva per fare chiarezza, una volta per tutte, visto che è stato addirittura messo in dubbio da che cosa è stata colpita. È da tempo che denunciamo l'uso dei lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, che vengono intesi come 'un tiro al No Tav' del quale persino vantarsi".

Nei giorni scorsi, fonti della Questura di Torino hanno sostenuto che "è impossibile" che le ferite riportate dall'attivista No Tav siano state provocate dal getto di un lacrimogeno. E hanno annunciato l'avvio di accertamenti.

Blitz No Tav, Lega: Serve commissario con urgenza, Giovannini batta un colpo

Lega: "Atti intimidatori contro Tav inaccettabili"

L’ennesimo atto intimidatorio nei confronti di un’azienda che lavora sulla realizzazione della Tav in Val Susa richiede una risposta forte da parte del governo e ripropone l’urgenza della necessità di commissariamento dell’opera. Il ministro Giovannini non ha ancora dato l’ok alla firma del contratto di programma tra Mims, Fs e Telt su cui le commissioni hanno dato parere favorevole a dicembre grazie al voto del centrodestra, allora all’opposizione. La tratta italiana, che il governo Conte II aveva inspiegabilmente escluso dalle opere strategiche commissariate col Dl Sbocca-cantieri, deve essere ricompresa nella seconda lista di interventi che il Mims - su richiesta della Lega - si è impegnato ad approvare entro il 30 aprile, definendolo con la Conferenza delle Regioni e col Parlamento. Inoltre bisogna intervenire subito per agganciare tutti i finanziamenti Ue a cui è possibile attingere, sia sulla tratta nazionale che internazionale”: lo dichiarano in una nota i deputati della Lega Elena Maccanti, capogruppo in Commissioni Trasporti, ed Edoardo Rixi, responsabile nazionale Infrastrutture e componente della Commissione Trasporti.

 

redazione

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