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Economia e lavoro | 14 settembre 2021, 07:20

L'export mette la freccia verso l'alto: balzo di quasi un terzo rispetto all'anno del Covid (e non solo)

Positivi tutti i settori e i principali Paesi per un totale di +29,5% a confronto con il primo semestre 2020. Segnali di risveglio finalmente dal settore dell'auto

timbro con la scritta "export" sui fogli

Il Piemonte risale con forza nelle esportazioni rispetto allo scorso anno

Un rimbalzo, nel vero senso del termine. Le esportazioni piemontesi festeggiano finalmente buone notizie, dopo le difficoltà e le incertezze che hanno caratterizzato il 2020, l'anno del Covid. 

Meglio anche del periodo pre Covid

Secondo quanto elaborato dall'ufficio studi di Unioncamere Piemonte, infatti, il valore dell'export regionale si è attestato a 24 miliardi di euro, registrando complessivamente un aumento del 29,5% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. E secondo gli esperti, non si è trattato però solo di un rimbalzo dovuto al forte calo registrato nel 2020: anche confrontando il risultato di questi primi sei mesi 2021 con quelli analoghi del 2019 (periodo pre-covid) si evidenzia, infatti, una crescita del 2%.

A partire dall’ultimo trimestre del 2020 il commercio estero piemontese ha invertito la tendenza, tornando a registrare una variazione tendenziale trimestrale con il segno più (+2%). La velocità della risalita delle vendite all’estero delle imprese regionali si è attestata al 6,4% nel primo trimestre 2021, gli effetti della ripresa si sono poi manifestati con ancora maggior evidenza nel secondo trimestre dell’anno, periodo in cui l’incremento ha raggiunto addirittura il 61,2%. Un risultato, quello che sfiora il 30%, che fa meglio anche di quello nazionale (+24,2%).

 

Questo primo semestre del 2021 ha registrato una buona performance del nostro export, che riguarda tutte le province e i settori della nostra regione. Continuiamo a essere la quarta regione italiana esportatrice e registriamo trend di crescita superiori al dato nazionale. Ora dobbiamo continuare a puntare su politiche per l’internazionalizzazioni efficaci e di vero supporto per i nostri imprenditori. Solo così permetteremo ai nostri prodotti di qualità e alle nostre merci di farsi conoscere nel mondo”, dice Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.

Il Piemonte ha confermato dunque la quota del 9,6% delle esportazioni complessive nazionali (in crescita rispetto al 9,3% del primo semestre 2020, ma ancora inferiore rispetto a quella rilevata nello stesso periodo del 2019, quando raggiungeva il 10%).

 

In crescita tutti i settori

Il miglioramento delle esportazioni riguarda tutti i settori: i mezzi di trasporto, in particolare, hanno segnato l’incremento più intenso (+55,3%), frutto di una crescita decisamente elevata dell’export di autoveicoli e di un incremento sostenuto di quello della componentistica autoveicolare. Tra gli altri mezzi di trasporto una performance positiva ha contraddistinto il ferrotranviario e la nautica, mentre ancora in negativo è risultato il dato dell’aerospazio. Nonostante il sostenuto recupero l’export complessivo dei mezzi di trasporto del I semestre 2021 mostra ancora una flessione del 2,1% rispetto al I semestre 2019. La meccanica, primo settore per l’export piemontese, mette a segno un +30,0% sul I semestre 2020 e un +0,7% sull’analogo periodo del 2019. In crescita a doppia cifra anche il comparto alimentare (+15,1% sul I semestre 2020 e +12,8% sul I semestre 2019), così come quello della gomma plastica (+23,7%). Le industrie dei metalli recuperano il terreno perso, segnando un +46,1% sul periodo gennaio-giugno 2020 e un +7,5% sul I semestre 2019. In ripresa anche la chimica (+19,2% sul I semestre 2020) e il tessile (+9,7%). Quest’ultimo comparto, nonostante il recupero evidenziato in questa prima parte del 2021, mostra ancora un forte calo nei confronti del periodo pre-covid (-21,1% sul I semestre 2019).     

 

 

I migliori clienti restano all'interno dei confini europei

Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono cresciute del 30% rispetto al primo semestre del 2020 e del 2% rispetto allo stesso periodo del 2019.

 

La Francia, primo partner commerciale della regione, ha incrementato l’acquisto di merci piemontesi del 28,2%, la Germania del 27,9%. Un aumento ancora più marcato ha riguardato le vendite verso il mercato spagnolo (+32,4%) e quello polacco (+37,7%).

L’incremento delle esportazioni verso i mercati extra Ue 27 è stato del 28,8% rispetto al periodo gennaio-giugno 2020, mentre si è ancora registrata una flessione, sebbene non elevata, nei confronti dell’analogo periodo del 2019 (-1,1%).

Le vendite dirette verso gli USA sono aumentate del 26,8%, quelle verso il Regno Unito del 22,0%, risultando tuttavia ancora in flessione del 11,2% sul periodo gennaio-giugno 2019. Anche per la Svizzera la crescita è stata a doppia cifra (+14,7%), ma non sufficiente a riportare il valore delle vendite al periodo pre-covid. Tra gli altri Paesi Extra Ue da evidenziare gli incrementi sostenuti verso Cina (+48,5%), Turchia (+37,4%), Brasile (+102,1%) e Russia (+42,1%).

Asti fa meglio di tutti 

A livello territoriale si registrano risultati positivi per tutte le realtà provinciali. Asti (+43,9%) e Torino (+36,9%) segnano gli incrementi più elevati, seguite da Alessandria (+26,6%) e Cuneo (+26,2%). Verbania (+25,7%) si attesta su un dato in linea con quello regionale, mentre al di sotto della media piemontese le crescite delle vendite oltre confine delle aziende di Vercelli (+19,6%), Novara (+17,0%) e Biella (+9,4%).

Massimiliano Sciullo

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