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Politica | 14 settembre 2021, 17:17

Appendino traccia il bilancio di 5 anni di mandato. Il rimpianto? "Pochi interventi su Barriera di Milano" [VIDEO e FOTO]

"Fatto percorso di risanamento di bilancio: debito passato da 80 a 7.3 milioni di euro. È stato un lavoro non di consenso, ma necessario per fare ripartire Torino"

chiara appendino e valentina sganga

Appendino traccia il bilancio di 5 anni di mandato. Il rimpianto? "Pochi interventi su Barriera di Milano"

Il rimpianto più grande di Appendino a fine mandato? Poche azioni su "Barriera di Milano. Se avessimo avuto più risorse saremo intervenuti maggiormente in quel quartiere, nello specifico nella parte di corso Giulio Cesare: purtroppo non c'erano le condizioni per farlo". La soddisfazione maggiore? "La trascrizione all'anagrafe dei figli di coppie omogenitoriali sono un momento emozionante: con una firma cambi la vita delle persone. Poi ovviamente le Atp Finals, momento di gioia incredibile". Oggi pomeriggio la sindaca Chiara Appendino ha tracciato, presso l'hotel Torino Centro, il bilancio di cinque anni di amministrazione. 

"Deficit di bilancio ridotto da 80 a 7 milioni"

Accanto a lei Valentina Sganga, candidata sindaca del M5S-Europa Verde, la vicesindaca Sonia Schellino e alcuni degli assessori della sua giunta. "Appena insediati - ha spiegato la prima cittadina - abbiamo sentito la necessità di cambiare rotta, ricostruire l'ordinario e fare crescere città. Tra le tematiche abbandonate da anni dall'amministrazione precedente c'è sicuramente il bilancio: una delle prime decisioni politiche era se andare in pre-dissesto o fare un percorso politico di risanamento. Abbiamo intrapreso quest'ultima strada: lo squilibrio finanziario è passato da 80 a 7.3 milioni di euro, il saldo cassa è positivo ed è pari a 70 milioni di euro e abbiamo migliorato il tempo pagamento dei fornitori. È stato un lavoro non di consenso, ma necessario per fare ripartire Torino". 

Dall'ex Moi a via Germagnano

La vicesindaca Schellino ha ripercorso i successi amministrativi di questi anni, dallo sgombero dell'ex Moi alla liberazione del campo rom di via Germagnano con il reinserimento delle persone, frutto di un lavoro sinergico "con privati, enti sociali, fondazioni e ministeri abbiamo liberato palazzine e seguito percorso di reinserimento".

"Sarebbe stato - ha aggiunto Appendino - più facile ghettizzare, ma abbiamo costruito metodo che si può usare anche in altri contesti". 

Le defezioni nella maggioranza

E sul fronte politico il mandato di Appendino si chiude con diverse defezioni: attualmente la maggioranza è composta da soli 21 consiglieri, appena uno in più di quelli necessari a far approvare gli atti in Consiglio. Nel quinquennio sono passati in minoranza Deborah Montalbano, Marina Pollicino, Aldo Curatella e Damiano Carretto. La sindaca ha poi "licenziato" gli assessori all'ambiente Stefania Giannuzzi, Guido Montanari e Federica Patti, sostituiti rispettivamente da Alberto Unia, Antonino Iaria e Antonietta Di Martino

"I primi due anni - ha sottolineato la prima cittadina - sono stati i più difficili, con cambi anche interno della giunta che rivendico come positivi. La seconda parte non è stata più semplice: siamo riusciti ad attuare una serie di cose e mi riconosco di più in questa". 

"Commissariare prima il teatro Regio"

E se tornasse indietro la sindaca "commissarierebbe prima il teatro Regio: non dico il primo giorno, ma non avrei aspettato". Cinque anni fa le periferie consegnarono la vittoria ad Appendino: ora i residenti della zona a nord in particolare sembra voteranno per la destra. "C'è un sentimento di difficoltà in questa zona, che continua ad essere sofferente: ci sono gli effetti della metro 2 che al momento non sono percepiti dai cittadini. È giusto che ora sentano il disagio e c'è bisogno di continuare sul percorso" ha concluso.

"Lascio una Torino migliore"

Se lascio una Torino migliore? Se andiamo a passeggiare in zona Germagnano e si chiede alle persone che prima respiravano i fumi dei fuochi e oggi respirano aria pulita, credo che abbiamo dato risposte. Lo stesso vale per il Moi. Non abbiamo risolto tutti i problemi di Torino. Un sindaco lavora per lasciare una città migliore di quella che ha ereditato, io credo di averlo fatto” ha poi sintetizzato la sindaca. La prima cittadina, una volta consegnata la fascia tricolore, ha poi promesso di continuare a fare politica, ma non prima di aver dedicato spazio e tempo alla sua famiglia: "Lavorerò fino all’ultimo giorno, poi restituirò la fascia. Come sapete sono quasi in scadenza per quanto riguarda la mia gravidanza, continuerò a far politica ma mi dedicherò di più alla mia famiglia”.

Cinzia Gatti e Andrea Parisotto

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