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Attualità | 08 novembre 2021, 10:19

Igiene ambientale, la protesta dopo 27 mesi senza rinnovo: "Non ci siamo mai fermati, nemmeno con il lockdown"

CGIL, CISL e UIL davanti alla prefettura: "Adeguamento del salario, ma anche il riconoscimento di nuove figure professionali"

La protesta in piazza Castello

La protesta in piazza Castello

Raccolta rifiuti, ma anche trasporto e riciclo. C'è un mondo variegato (fatto anche di ecocentri) in piazza Castello, a protestare sotto la Prefettura. La richiesta è di rinnovare le intese ormai scadute.

"Non è stato rinnovato un contratto da ormai 28 mesi e oltre a noi ci sono cento piazze che protestano in Italia - dice Mimmo Montalto, coordinatore provinciale igiene ambientale Cgil -. Il contratto che chiediamo deve coprire tutta la filiera ambientale, sia quella pubblica che quella privata".

SONO 8000 PERSONE COINVOLTE SOLO A TORINO E PROVINCIA

Sono 15mila le persone coinvolte in Piemonte, di cui circa 8000 solo a Torino e provincia. "C'è un discorso legato alla sicurezza sul lavoro e un altro che riguarda la classificazione di segmenti che sono emersi di recente e che a oggi non sono coperti da una casistica specifica". E poi c'è l'aspetto economico: "In assenza di adeguamento in 28 mesi, oltre al contrasto dell'inflazione di circa 100-120 euro c'è anche tutto un discorso legato al welfare aziendale. In media un operatore ecologico prende circa 1300 euro".

"NON CI SIAMO MAI FERMATI, NEMMENO DURANTE IL LOCKDOWN"

"Noi chiediamo che si trovi una soluzione in tempi brevi - aggiunge Orazio Colapietra, Uiltrasporti - e questi sono stati 27 mesi difficili, durante i quali abbiamo continuato a lavorare e fornire un servizio per la società". "Siamo una categoria di lavoratori fondamentali, abbiamo lavorato anche durante il lockdown: non è possibile oggi mettere in discussione le fasce orarie, ma anche le condizioni di lavoro, inserendo precarietà e parte time".

Le istanze raccolte oggi - commenta il presidente della Terza commissione del Consiglio regionale, il leghista Claudio Leone - contano della determinazione e della rabbia dei lavoratori che, quotidianamente, garantiscono il decoro alle nostre comunità, anche affrontando le mille difficoltà del periodo pandemico. Lo scopo dei manifestanti era mobilitare la politica e le Istituzioni affinché vi siano risposte all'altezza delle loro rivendicazioni e maggiore attenzione verso i servizi ambientali. Un lavoro essenziale di cui oggi, nonostante lo sciopero, si sono comunque garantiti i livelli minimi”.

 

Massimiliano Sciullo

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