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Attualità | 01 dicembre 2021, 13:16

La Mole con il fiocco rosso per la lotta contro l'hiv e per i diritti delle persone sieropositive

Ieri e questa sera il monumento simbolo della città illuminato per la "Giornata mondiale contro l'Aids"

La Mole con il fiocco rosso per la lotta contro l'hiv e per i diritti delle persone sieropositive

Per due serate, ieri e oggi 1 dicembre, la Città di Torino illumina la Mole Antonelliana con il fiocco rosso, simbolo della lotta contro l’AIDS, e con la scritta “U=U”, dall’inglese “Undetectable = Untransmittable” (cioè “non rilevabile = non trasmissibile”), in occasione della “Giornata mondiale contro l’AIDS” del 1 dicembre.

Se il virus dell’HIV non è rilevabile nel sangue, non è trasmissibile. “L’evidenza scientifica – ricorda l’assessore al Welfare, Diritti e Pari opportunità della Città di Torino, Jacopo Rosatelli - ha infatti dimostrato che una corretta terapia antiretrovirale riduce significativamente il rischio di trasmissione dell’HIV; se la terapia è efficace, la quantità di virus è talmente ridotta da eliminare completamente il rischio di trasmissione dell’HIV per via sessuale. Si tratta di un’acquisizione scientifica rivoluzionaria, che ha un enorme impatto sia sulla vita privata delle persone che vivono con l’HIV, sia in termini di salute pubblica. Il messaggio – continua Rosatelli - ha l'obiettivo di contrastare lo stigma che ancora grava sulle persone sieropositive e la disinformazione diffusa sulla possibilità del contagio, e sottolineare che la cosa fondamentale per tutte e tutti è conoscere il proprio stato sierologico”.

Nel 2020 la Città di Torino, firmando la Dichiarazione di Parigi, ha aderito alla rete delle “Fast Track Cities”, una partnership globale tra città e municipalità di tutto il mondo e quattro partner principali: IAPAC (International Association of Providers of AIDS Care), UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS), UN-Habitat (United Nations Human Settlements Programme) e la Città di Parigi. L’iniziativa permette alle città di tutto il mondo di entrare a fare parte di una rete internazionale capace di condividere azioni locali per porre fine all’AIDS e ad altre epidemie entro il 2030. Le città aderenti, in particolare, si sono impegnate a raggiungere entro il 2030 l’obiettivo “95- 95-95”: 95% di persone con HIV che conoscono il proprio status; 95% delle persone che conoscono il proprio stato e sono in terapia antiretrovirale; 95% di persone in terapia che raggiungono la soppressione virale.

Lo scorso 26 novembre l’assessore Rosatelli si è recato nella sede del Gruppo Abele per effettuare un test rapido HIV, accogliendo in questo modo l’appello delle associazioni impegnate nella lotta contro l’AIDS che - in occasione della “European Testing Week” e della “Giornata mondiale contro l’AIDS” – hanno invitato le persone a sottoporsi ai test rapidi HIV, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza del proprio stato di salute e ridurre le diagnosi tardive di HIV/AIDS. “Con questo gesto – sottolinea l’assessore Rosatelli – ho voluto sottolineare che fare il test è un atto di responsabilità verso se stessi e verso gli altri: conoscere il proprio stato di salute permette alle persone di prendersi cura di sé precocemente e non arrecare danno alle/ai propri partner”.

redazione

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