/ Copertina

Copertina | 01 dicembre 2025, 00:00

Luca Argentero tra carriera, famiglia e nuovi progetti: “Con Sinner e le ATP a Torino stiamo vivendo un sogno”

Lungo anno di lavoro per l’attore torinese tra film e serie tv: “Quando leggo una storia che mi entusiasma, riscopro la magia di questo mestiere”

Luca Argentero tra carriera, famiglia e la passione per il tennis

Luca Argentero tra carriera, famiglia e la passione per il tennis

Dal film “Una famiglia sottosopra”, passando per il legal drama “Avvocato Ligas” fino alla serie “Doc” di cui si stanno girando le riprese della quarta stagione. È stato un periodo di grande lavoro per il torinese Luca Argentero che si è dovuto calare nei panni di personaggi molto diversi tra loro.

“È stato un anno intenso, adesso stanno uscendo diversi prodotti e in parte complementari. 'Doc', in particolare, è il coronamento di un lungo periodo. Sono molto fortunato e mi sento contento e soddisfatto perché sono tutti progetti importanti”.

A distanza di anni dall’inizio della carriera, cos’è che ti entusiasma ancora del tuo lavoro?
“La mia curiosità mi porta ad appassionarmi facilmente. Quando leggo delle storie che mi colpiscono riesco ancora a percepire la magia di questo lavoro e in più ho la fortuna di poter dire la mia rispetto ai progetti. Quando poi mi sento coinvolto davvero, come è stato per Doc, mi gaso parecchio".

Adesso che sei papà è difficile conciliare famiglia e lavoro?
"In famiglia prendiamo le decisioni sempre pensando al nostro equilibrio. Accettiamo un lavoro solo quando è compatibile con le nostre esigenze, anche se a volte questo significa rinunciare a qualche impegno".

Parlando di cinema e di Torino, da poco si è conclusa la seconda edizione del Torino Film Festival condotta da Giulio Base che ha portato tante star hollywoodiane sotto la Mole, una scelta che è stata un po’ divisiva. Tu cosa ne pensi?
"Non mi sento di dire molto, perché il Torino Film Festival, paradossalmente, è uno degli eventi che ho frequentato meno in città. Non ho mai avuto un film in concorso e non mi è ancora capitato di essere invitato".

Due anni fa hai inaugurato la sede di Un Caffè Onlus al Villino Caprifoglio, come sta andando e quali sono i progetti a cui state lavorando adesso?
"Il Villino Caprifoglio è la casa di Campo Base, il progetto con cui 1 Caffè Onlus supporta e forma le realtà non profit del territorio. Ma il Villino è soprattutto un luogo vivo, dove ogni settimana nascono idee e nuovi progetti. In questo periodo siamo molto concentrati su Corriamo Insieme, che portiamo avanti con l’associazione I Maratonabili: un progetto che unisce sport, inclusione e salute e che permette ad atleti su carrozzina di vivere l’emozione della maratona grazie ai runner che scelgono di “prestare le loro gambe”.

Da poco hai lanciato un brand di bevande analcoliche, Sodamore, perché questa scelta?
"Semplicemente perchè in quel periodo le cercavo e non le trovavo. A un certo punto ho pensato: ok, allora le facciamo noi. È stato un impulso naturale. Siamo un gruppo di amici, non siamo astemi, però volevamo un’alternativa per quelle serate in cui non hai voglia — o non puoi — bere alcolici. E non c’era niente che fosse davvero buono. Così è nato tutto. È un progetto divertentissimo e mi sta dando molta soddisfazione. Siamo partiti dalla soda, poi è arrivata la birra e ora il vino, ma il listino continuerà ad ampliarsi".

Si sono da poco concluse le Nitto ATP Finals, come le hai vissute?
"Da tifoso. Sono sempre stato un grande appassionato e, sinceramente, sto vivendo un sogno. È qualcosa che non avremmo mai immaginato e invece eccoci qui: abbiamo il numero uno al mondo, una squadra fortissima e le ATP Finals a Torino. Non svegliatemi. L’anno scorso ero venuto a Torino per seguirle dal vivo, quest’anno le ho seguite con la stessa attenzione, anche se purtroppo gli impegni non mi hanno permesso di esserci di persona".

Cosa ne pensi di Torino come città che ospita grandi eventi?
"Non mi sorprende affatto: siamo una città olimpica, sappiamo organizzare e sappiamo farlo bene. E penso anche agli eventi dedicati ai più giovani, come il Movement Festival o il Kappa Futur Festival. Torino è sempre stata una città molto moderna, viva, piena di proposte. È sempre stato così, almeno per me".

Chiara Gallo

Leggi tutte le COPERTINE ›

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2024" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium