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Cronaca | 03 dicembre 2021, 08:29

Lavorare senza stipendio o con paghe da fame: il Banksy di Torino mette alla gogna l'occupazione sottopagata

Villa: "No a contratti da fame e da sfruttamento: i giovani devono ribellarsi"

cartelloni artistici

Nuova performance del "Banksy torinese"

"Il lavoro i primi mesi non sarà retribuito". "500 euro di rimborso mensile per lavorare da lunedì a domenica nella fascia oraria 8-21". "10 cent per ogni parola per un massimo di 50 cent ad articolo". Accendono i riflettori sulla questione dell'occupazione sottopagata in Italia gli ultimi lavori del Banksy di Torino, che ha affisso in queste ore i suoi manifesti nel capoluogo piemontese e a Milano. Locandine che riproducono inserzioni diffuse da alcune aziende italiane, dove si parla appunto di zero stipendio per turni di lavoro spesso massacranti. 

"Alla gogna chi propone contratti da fame" 

"Voglio mettere alla gogna - spiega Andrea Villa - senza censure chi propone contratti da fame e da sfruttamento, per spingere i giovani a ribellarsi e a dire la loro. Aggiungo che spesso queste proposte sono fatte a voce o proposte su WhatsApp, rendendole non ufficiali e quindi non denunciabili". 

"L' arte più che decorare le pareti o le case deve spingere l' uomo ad elevarsi, e a poter porsi delle domande sul mondo e su se stesso", conclude il Banksy torinese. 

Ecco dove trovare i manifesti

Nel capoluogo piemontese i manifesti sono visibili alla rotonda di viale Dogali, nel parcheggio [To]Bike di via Benvenuto Cellini e al ponte Franco Balbis.

Cinzia Gatti

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