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Scuola e formazione | 11 gennaio 2022, 11:01

Quarantene, FFP2 e didattica mista: il travagliato rientro delle scuole superiori preoccupa i docenti

Le nuove regole introdotte dal Governo per contrastare la diffusione della variante omicron nel mondo dell'istruzione devono ancora essere assimilate: le testimonianze di tre insegnanti

Foto di repertorio

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Tamponi positivi
, negativiisolamentiquaranteneautosorveglianzamascherine FFP2didattica a distanzadidattica mistastudenti vaccinatinon vaccinati: il rientro dalle vacanze natalizie con le nuove regole introdotte dal Governo Draghi per contrastare la diffusione della variante omicron del coronavirus che provoca il Covid-19, per le scuole superiori, non è stato dei più semplici.

Le misure del Governo per le scuole superiori

Secondo il decreto legge entrato in vigore lo scorso 8 gennaio, infatti, negli istituti secondari di secondo grado con un caso di positività in classe è prevista la didattica in presenza per tutti, la cosiddetta “autosorveglianza” e l'utilizzo delle mascherine FFP2. Con due casi, invece, si applicherà la didattica mista con distinzione tra studenti vaccinati con almeno 2 dosi, guariti dal Covid-19 da meno di 120 giorni e non vaccinati: per i primi e i secondi le lezioni saranno in presenza con autosorveglianza e FFP2, mentre per i terzi scatterà la didattica a distanza per 10 giorni. Con 3 o più casi, infine, la DAD sarà estesa a tutti.

Le testimonianze di tre insegnanti: “Didattica mista ingestibile”

I provvedimenti, però, rischiano di mettere in difficoltà chi si trova costretto a gestire in prima persona l'emergenza tra i banchi di scuola: “Lunedì - fa notare un'insegnante – siamo ripartiti con qualche studente in classe, alcuni in quarantena con positività segnalata durante le vacanze natalizie, alcuni in attesa di tampone per rientrare e altri ancora assenti per motivi diversi. Al momento, insieme ai referenti Covid e al coordinatore delle classi stiamo facendo i conti per capire chi potrà venire a scuola nei prossimi giorni: è un teatrino non semplice ma cercheremo di venirne a capo; la didattica mista, al contrario, è del tutto ingestibile perché le modalità di fare lezione a chi è in classe e a chi si collega da casa cambiano radicalmente e sono praticamente incompatibili anche a livello tecnico”.

Una collega, invece, non avrebbe disdegnato un rientro posticipato come paventato da più parti, mentre l'opinione sulla didattica mista resta negativo: “Il nostro destino – sottolinea ironicamente - lo scopriremo solo vivendo: le mie classi, al rientro, erano dimezzate ma abbiamo avuto molte difficoltà nel capire se le assenze erano tutte dovute al Covid. Visto che siamo al terzo anno di pandemia e visto che l'inverno è notoriamente il periodo più difficile, forse avrebbe avuto senso prolungare le vacanze o attivare due settimane di didattica a distanza come richiesto dai presidi. Della soluzione mista, invece, penso malissimo perché i ragazzi delle superiori non possono stare su due livelli differenti: mischiando le lezioni in classe alla DAD si rischia solo di fare confusione, non riuscendo a portare avanti il programma regolarmente e perdendo per strada pezzi di classe”.

Una situazione paradossale, infine, è sicuramente quella vissuta da chi lavora nell'ambito delle scienza motorie: “Il rientro – racconta un'insegnante di educazione fisica – è andato abbastanza bene, anche se è stato molto difficile districarsi tra le nuove regole e le diverse situazioni riscontrate nelle classi con almeno una quarantena ufficiale o ufficiosa. La didattica mista, per materie come la mia, resta uno strumento di difficile gestione: i ragazzi, per quanto volenterosi, non sopportano più di restare chiusi in casa davanti a uno schermo e anche noi docenti facciamo fatica a gestire le differenti modalità contemporaneamente; nonostante qualche difficoltà, speriamo vivamente di poter continuare con le attività in presenza”.

Marco Berton

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