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Attualità | 27 aprile 2022, 06:00

Un secolo da golosi, Galup celebra 100 anni di storia e di dolcezza. E si fa "virtuale" sbarcando nel Metaverso

La celebre azienda dolciaria taglia il traguardo dopo la fondazione del 1922. Il presidente Bernocco: "Non è solo una marca, ma una bella storia italiana"

100 anni galup

Un secolo da golosi, Galup celebra 100 anni di storia e di dolcezza

Cento anni da golosi. Sono quelli che festeggia un marchio storico del tessuto produttivo torinese (Pinerolo, per la precisione) e piemontese come Galup. In nome che da sempre si accompagna soprattutto ai prodotti da forno per le ricorrenze: panettoni, colombe, ma non solo. Accanto al passato, infatti, si parla di futuro: il nuovo passo è infatti quello sbarcare nel Metaverso, in collaborazione con lo studio digitale Diverso.

Il Metaverso è l'emblema del cosiddetto web 3.0, che va oltre concetti come sito web, e-commerce e social media. Un mondo agli inizi, ma che può diventare una realtà clamorosa in futuro. Un mondo immersivo, fatto di concetti come le criptovalute e beni non tangibili. Blockchain e dintorni, insomma, con i primi utenti che stanno muovendo i loro passi.

Dai caroselli al futuro 

Legata per sempre al volto e ai "Caroselli" di un altro torinese doc come Macario, Galup festeggia e rilancia. Dove Pietro Ferrua (insieme alla moglie) ha dato il via, oggi si progetta il futuro, con Giuseppe Bernocco e la sua squadra.

"Questo centenario - dice il presidente - dimostra la dedizione e l'amore con cui la gente che lavora in azienda porta avanti Galup. Tradizione, ma anche voglia di garantire il futuro di questa bellissima storia".

"Nel tempo - prosegue Bernocco - abbiamo raccolto molte sfide e oggi il Gruppo Tcn conta nove aziende, di cui 4 in ambito alimentare. Il legame con Galup nasce nel 2014, con una scelta legata al cuore, alle sensazioni di calore e condivisione dell'infanzia. Galup non è solo una marca, ma una bella storia italiana, un dolce che trasmette grandi emozioni che riporta a un tempo passato fatto di lentezza e qualità".

"Galup si adopera per ribadire il legame con il territorio e la storia, partecipando a una rinascita produttiva e commerciale - dice ancora - Possiamo dire di aver raggiunto una tappa intermedia, per ripartire con dedizione verso la prossima meta".

"Orgoglio, sofferenza, ma anche tenacia e voglia di fare. E soprattutto famiglia: che ha creduto in un prodotto e ha avuto ingegno - aggiunge Stefano Borromeo, amministratore delegato di Galup - Il panettone basso con la glassa delle nocciole piemontesi è diventato un'icona, mentre a Milano si facevano i panettoni alti".

"La città è cresciuta e ora ci avvolge, ma abbiamo voluto mantenere le radici e lo stabilimento storico per non disperdere il patrimonio - prosegue - e ora abbiamo accresciuto le nostre possibilità sul mercato, anche grazie all'e-commerce che ci ha permesso di tenere compagnia alle famiglie anche durante i lockdown. I numeri di questa Pasqua ci dicono che chiuderemo in crescita rispetto allo scorso anno, ma è solo l'inizio di una nuova tappa".

Un marchio che crede nel territorio

"Galup, in dialetto, significa goloso - dice Michela Favaro, vice sindaca di Torino - ed è curioso che una parola dialettale sia diventata un marchio venduto nel mondo. Ma soprattutto è una delle eccellenze di quell'enogastronomia su cui come amministrazione vogliamo fare rete. Su cui costruire sviluppo".

"A Pinerolo, durante i periodi di produzione di panettoni e colombe, si respira ancora oggi quell'atmosfera tipica che da sempre si sente da noi in città - aggiunge Luca Salvai, sindaco di Pinerolo - Festeggiare a Torino significa cercare una vetrina ancora più grande, per affrontare le sfide del mercato moderno. Ma è bello e importante che si sia colto il legame da conservare e sviluppare con la nostra città".

"La famiglia che oggi festeggia questo importante traguardo è in po' la famiglia di tutto il Piemonte, che si riconosce nel patrimonio enorme dei nostri marchi storici - dice Alberto Cirio, presidente della Regione - È un'occasione che altri territori non hanno e gli stranieri spesso ne rimangono stupiti e colpiti. Qui c'è una storia che altri non hanno, come gli Stati Uniti e non solo. E noi siamo il frutto di questa storia, come persone e come prodotti. È una forma di cultura, anche se materiale, proprio come lo è un dipinto antico".

Massimiliano Sciullo

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