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Politica | 05 luglio 2022, 12:53

I taxi si fermano, sciopero contro il Ddl Concorrenza: "Così è impossibile lavorare" [VIDEO]

Alberto Aimone Cat, presidente Taxi Torino: “Si attui la legge 12 del 2019, peraltro già votata dal Parlamento”. Su 1.600 taxi, appena 50 operativi per garantire i servizi essenziali

I taxi si fermano, sciopero contro il Ddl Concorrenza: "Così è impossibile lavorare" [VIDEO]

Non si placa la protesta dei tassisti, in sciopero per 48 ore. Da Torino a Roma, si alza forte la voce di chi, ancora una volta, afferma di essere stato penalizzato nello svolgere la propria attività.

"Così è impossibile lavorare", affermano i tassisti, partiti in corteo da piazza Vittorio Veneto, a piedi, fino alla Prefettura in piazza Castello. Mentre i tassisti torinesi sfilavano in centro, una delegazione è invece andata a Roma per la manifestazione nazionale. La speranza è quella di essere ricevuti dalla vice ministra alla Mobilità Sostenibile, Teresa Bellanova. Sul tavolo, la rimostranze per il mancato stralcio dell’articolo 10 del Ddl Concorrenza. Nel mirino dei tassisti infatti vi è la deregolamentazione del settore e "l’adeguamento dell'offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l'interconnessione dei passeggeri e dei conducenti", come recita l'articolo 10 del Ddl.

In provincia di Torino, su 1.600 taxi, sarebbero appena 50 quelli in servizio. "Garantiamo i servizi essenziali" afferma Alberto Aimone Cat, presidente Taxi Torino. "Qui in piazza siamo in 150, mentre alcuni sono a Roma ed altri sono semplicemente rimasti a casa".

"Il Ddl Concorrenza con noi non c’entra nulla: abbiamo tariffe amministrate dal Comune, non le stabiliamo noi ma la Città Metropolitana. La legge 12 del 2019 dovrebbe essere inclusa e dovrebbero essere redatti i decreti attuativi: è inutile dare al Governo un ulteriore mandato senza completare una legge già votata dal Parlamento", spiega. "Abbiamo dichiarato due giorni di sciopero, si ha la speranza che la dottoressa Bellanova ci convochi. Altrimenti dovremo tornare a lavorare il 7, ma non ho conferme", conclude.

Andrea Parisotto

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