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Economia e lavoro | 21 settembre 2022, 15:53

Lavoratori di Banca Investis a rischio, i sindacati annunciano lo stato di agitazione

Fisac Cgil e Fabi si dicono preoccupato per la stabilità occupazionale dell'istituto

Lavoratori di Banca Investis a rischio, i sindacati annunciano lo stato di agitazione

Fisac Cgil e Fabi hanno indetto lo stato di agitazione dei lavoratori di Banca Investis. A motivare la protesta, la situazione di grave criticità dell'istituto, i timori per la stabilità occupazionale e il futuro della banca “nel quadro dell'operazione di riorganizzazione e ristrutturazione che non sta tenendo conto degli impegni assunti con le organizzazioni sindacali”. Nel novembre 2019, infatti, Banca Investis (allora Gruppo Banca Intermobiliare) siglò un accordo con l'obiettivo anche d'intraprendere misure per mitigare le conseguenze della ristrutturazione.

Lo stato di agitazione implicherà il blocco delle relazioni industriali, il rigoroso rispetto dell'orario individuale di lavoro con disconnessione dai dispositivi aziendali, l'organizzazione di presìdi sindacali presso le sedi di Torino e Milano e la proclamazione di una giornata di sciopero nel rispetto della normativa prevista per il settore (quindi avviando la procedura del tentativo di conciliazione in Abi).

“Banca Investis, l’Ex BIM - boutique finanziaria torinese, ha cambiato nome ma ciò non è risultato sufficiente per tranquillizzare i dipendenti sulle sorti future della Banca! È ancora troppo vivo il ricordo della riorganizzazione lacrime e sangue del 2019 che ha portato alla fuoriuscita di 130 colleghi e colleghe, grazie all’utilizzo, tramite accordo sindacale, dell’ ammortizzatore sociale del settore” - dichiara Cinzia Borgia, Segretaria Generale Fisac Cgil Piemonte. “L’azienda, rimasta in stand by durante la pandemia, oggi sferra un nuovo attacco ai suoi dipendenti creando le condizioni organizzative per creare disagio in termini di mobilità o di cambio mansione non giustificati, alimentando il dubbio che voglia nuovamente sforbiciare gli organici. La situazione di stallo e l’assenza di proficue relazioni industriali, ci porta alla mobilitazione".

comunicato stampa

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