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Eventi | 29 novembre 2022, 19:31

Cambia lo storytelling in Galleria Sabauda: un’occasione per ammirare di nuovo la Venere di Botticelli (e non solo)

Un diverso allestimento per la collezione Gualino e le opere di Seicento e Settecento

Cambia lo storytelling in Galleria Sabauda: un’occasione per ammirare di nuovo la Venere di Botticelli (e non solo)

Dalla Madonna con un Bambino di Duccio di Buoninsegna, passando per Venere e Marte di Veronese e alla celebre Venere di Botticelli, fino alla Veduta sull’antico ponte sul Po di Torino. Sono alcune delle opere che hanno trovato nuova collazione al secondo piano della Galleria Sabauda e che fanno parte della Collezione Gualino e della raccolta permanente del Settecento. Alcune delle opere presenti sono per la prima volta in mostra dopo anni di deposito.

Proprio in queste sale tra un mese inaugurerà la mostra dedicata a Rembrandt.

Il riordino della collezione dei Musei Reali è iniziato nel 2016. “Nel 2017 abbiamo inaugurato lo spazio dedicato agli antichi maestri piemontesi al piano terra, quest’anno dalla parte opposta quello dedicato alla galleria archeologica” racconta la direttrice Enrica Pagella. “Il secondo piano oggi è riconfigurato come luogo delle collezioni di ‘600 e ‘700 con alle estremità due grandi collezioni: quella del principe Eugenio (che aprirà l’anno prossimo, ndr) e quella Gualino. Diventano i pilastri della manica nuova”.

Tra i prossimi allestimenti che verranno realizzati in collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, i depositi dell’Armeria Reale che saranno resi visitabili.

In mostra 

La Collezione Gualino aveva un posto a sé al terzo piano della Galleria, ma che non consentiva un’articolazione completa. Oggi presenta al pubblico opere come il “falso Antonello da Messina”, un’opera di un pittore veneto ma che all’epoca venne acquistato come originale dell’artista siciliano. E poi ancora la nota “Venere” di Botticelli, la Madonna con Bambino di Duccio di Buoninsegna, l’Amore e Psiche di Pierre Subleyras, per la prima volta esposto al pubblico dopo il restauro in seguito ai danni riportati dall’incendio della Cappella della Sindone. E poi ancora nella parte Settecentesca, la Veduta su Torino dal lato del Giardino reale di Bernardo Bellotto, la Veduta sull’Antico Ponte sul po di Torino sempre di Bellotto, insieme a opere di altri grandi artisti come van Wittel, Ricci, Solimena.

Chiara Gallo

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