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Cronaca | 05 dicembre 2022, 07:01

La scommessa dell'agenzia era di sfuggire al Fisco, ma l'ultimo azzardo fallisce: sequestrati 2 milioni a un bookmaker maltese

Le puntate riguardavano eventi sportivi, ippici e virtual games attraverso numerosi bet point in tutta Italia

La scommessa dell'agenzia era di sfuggire al Fisco, ma l'ultimo azzardo fallisce: sequestrati 2 milioni a un bookmaker maltese

La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato oltre 2 milioni di euro di euro, nei confronti di un bookmaker maltese che operava, fin dal 2016, nella raccolta di scommesse, sul territorio nazionale, in totale evasione d’imposta.

L’operazione, denominata “Hidden Bet”, è stata sviluppata dal Gruppo Torino e dal dipendente 2° Nucleo Operativo Metropolitano dal giugno 2021. 

Ha permesso di individuare un “centro scommesse” su eventi sportivi, ippici e virtual games, che avrebbe operato occultamente attraverso numerosi bet point, situati in tutta Italia, i quali si occupavano, come mono mandatari, della raccolta “fisica” delle giocate, mettendo a disposizione i propri portali web, assumendosi, in parte, il rischio d’impresa a fronte del riconoscimento di una percentuale sulle prestazioni rese.

Tali caratteristiche hanno permesso ai finanzieri, da un lato, di poter ritenere qualificata, sul territorio italiano, la presenza di una “stabile organizzazione occulta personale” del soggetto estero e, dall’altro, di procedere alla sua regolarizzazione fiscale tramite la richiesta di attribuzione, a cura del competente Ufficio finanziario, della relativa partiva I.V.A..

Le successive analisi della voluminosa documentazione reperita nel corso delle investigazioni, comprensiva delle migliaia di transazioni relative alle giocate acquisite dalla Sogei S.p.A., pari a oltre 60.000.000 di euro, hanno consentito di quantificare proventi che il bookmaker avrebbe percepito pari ad oltre 8.000.000 di euro, che avrebbero generato un’imposta evasa pari ad oltre 2.000.000 di euro.

Il bookmaker avrebbe omesso la presentazione delle previste dichiarazioni ai fini delle imposte dirette, dal 2016 al 2018.

Il G.I.P. del Tribunale torinese ha ravvisato in capo all’indagato i gravi indizi di colpevolezza, così da emettere un decreto di sequestro delle somme costituenti il profitto del reato, fino alla concorrenza dell’imposta evasa. 

redazione

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