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Eventi | 17 gennaio 2023, 11:58

Al via il nuovo anno del Poli: "Vogliamo portare la conoscenza alle famiglie, non devono temere la scienza" [FOTO]

Il rettore Saracco: "E' importante far capire l'impatto sociale della ricerca, quella che spesso le piccole aziende non possono permettersi da sole". E al ministro Bernini: "L'Università italiana soffre? In Piemonte siamo in gran forma"

cerimonia inaugurazione Politecnico Torino

Cerimonia di inaugurazione per il nuovo anno accademico del Politecnico di Torino

Aumentare la fiducia delle persone nel mondo della scienza e della competenza, rivoluzionando il mondo della ricerca, dell'insegnamento, ma anche il territorio che lo accoglie. Tutto questo vuole essere - a partire dal suo nuovo anno accademico - il Politecnico di Torino. Una realtà che ormai amplia anno dopo anno i propri confini, in senso fisico e non solo.

"Ho visto crescere il Politecnico intorno a me, che ho sempre vissuto in questa zona di Torino. Dal ricordo del volo dell'elicottero che trasportava l'avvocato Agnelli alle Officine Grandi riparazioni, fino al palazzo che fu di Fiat Engineering. Dalle iniziative del rettore Zich a a quelle del rettore Profumo. E oggi abbiamo tante idee e tanti progetti pronti ad animare nuove parti di Torino: abbiamo un piano da 500 milioni di euro, tra accantonamento di utili di bilancio, fondi, donazioni, risorse del Pnrr e una piccola linea di finanziamento".


Con queste parole Guido Saracco, attuale rettore dell'ateneo torinese che forma ingegneri e architetti, ha introdotto i lavori della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico. Tra foto del passato e rendering che aprono scenari sul futuro. "Opereremo nel tessuto urbano in molti luoghi, grazie anche alla stima e alla collaborazione con il Comune e le istituzioni locali". I progetti, già anticipati nella giornata di ieri, sono stati ribaditi: da Torino Esposizione alla Circoscrizione 6, passando per la ex Westinghouse, Mirafiori e corso Marche (tra automotive e aerospazio).

"Vogliamo avvicinarci alle aziende, portando la ricerca e quell'innovazione che da sole, forse, non potrebbero permettersi. Soprattutto se sono pmi - dice Saracco -. Ma al tempo stesso, negli spazi che stiamo pianificando, vogliamo anche raggiungere le famiglie, le persone comuni, perché solo conoscendo il suo reale impatto sociale si combatte la paura che a volte la gente prova nei confronti della scienza". 


[Il rettore Saracco illustra i punti in cui interverrà il Politecnico, a Torino]

Le aziende in fuga stanno tornando: "Facciamoci trovare pronti"

Soprattutto in un momento di evidente reshoring (il rientro in Italia di aziende che avevano delocalizzato all'estero, magari in Cina, dove ora i costi non sono più così convenienti), "dobbiamo essere pronti e orgogliosi di proporre soluzioni e capacità che sono uniche e innovative. Vogliamo portare qui aziende, posti di lavoro, persone, famiglie e dunque consumi". Ma la vera sfida, per gli studenti del Politecnico, sarà "essere in grado di inventarsi il loro lavoro, dando un colpo d'ala alle aziende in cui saranno inseriti, anche se sono piccole".

"L'Università italiana soffre? In Piemonte siamo in gran forma"

Un contesto che porta a un pro memoria al ministro dell'Università, Anna Maria Bernini, presente in collegamento da Roma. "Le università piemontesi sono in gran forma, mentre altre realtà in Italia sono in difficoltà, anche in termini di immatricolazioni. UniTo ha fatto +13% nelle triennali, mentre noi arriveremo a quota 39mila studenti nel 2023, mentre abbiamo raddoppiato i dottori di ricerca e raggiungendo la media europea. Che non è poco".

"Abbiamo tante cose da fare, non possiamo farci rallentare dalla burocrazia
- prosegue - e uno Stato più consapevole può diventare anche più resiliente nell'affrontare le difficoltà. E una può essere quella legata a una popolazione sempre più anziana e con una porzione in età lavorativa che si ridurrà fino al 50%. Dobbiamo restituire fiducia alla cittadinanza, che torni ad avere il coraggio di avere dei figli anche grazie a nuovi posti di lavoro. E poi aprirci agli stranieri, immaginando un'immigrazione selezionata come già succede in Canada. Noi portiamo 2000 stranieri ogni anno, a Torino, mentre si perdono 5000 persone nel rapporto tra decessi e nascite. Ma al tempo stesso vogliamo aiutare la ricerca e lo studio in Kenya e in Marocco: anche così si fermano i barconi e al tempo stesso si facilita immigrazione qualificata".

E parte di questa accoglienza è legata anche alla capacità di affittare agli studenti stranieri buona parte dei 50mila alloggi sfitti in città. "Tanti si trovano a vivere situazioni come quando, negli anni del boom economico, si leggevano cartelli come Non si affitta ai meridionali. Vogliamo cambiare anche questo, magari recuperando anche quegli alloggi che sono affittati senza una grande aderenza alle normative. E più in generale, sull'immigrazione, diamo vita a un nuovo umanesimo della conoscenza e dei valori: siamo un Paese che sa cos'è l'accoglienza e la carità".

Bernini: "Il Piemonte esempio per l'Italia, aiuti a studenti e famiglie"

Complimenti, al Politecnico e al sistema accademico piemontese, sono arrivati dal governo. "Mi complimento con il sistema piemontese dell'Università, che non ha sovrapposizioni, ma è totalmente complementare tra i diversi atenei", ha detto il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, insieme alla sottosegretaria (torinese) Augusta Montaruli. "State creando e indicando un sistema e una direzione a tutta Italia".


[La ministro Anna Maria Bernini e Augusta Montaruli]

Il Pnrr è "uno shock sistemico che però deve creare un detonatore di crescita dopo le difficoltà, sia a livello economico che sociale - prosegue Bernini - e a dare continuità dovranno essere anche le imprese e gli enti locali. E concordo sul punto espresso dagli studenti e dai dottorandi che lo studio deve essere un diritto e non un privilegio, per questo abbiamo messo 500 milioni per le borse di studio del 2024 e 2025. E anche la residenzialità è un aspetto fondamentale: ci sono famiglie che non si possono permettere certi costi e abbiamo stanziato 300 milioni per le residenze universitarie, oltre ai fondi Pnrr. Ma possiamo e dobbiamo fare di più".

Massimiliano Sciullo

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