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Cultura e spettacoli | 24 gennaio 2023, 10:21

Lidia Poët, la prima avvocatessa italiana: la serie girata anche a Torino arriva su Netflix

Originaria della Val Germanasca, è stata interpretata da Matilde De Angelis. La data di uscita sulla piattaforma streaming è per il 15 febbraio

Lidia Poet, dal trailer Netflix

Lidia Poet, dal trailer Netflix

Lidia Poët è stata la prima donna ammessa all'Ordine degli Avvocati d'Italia il 9 agosto del 1883. 

Un'iscrizione poi revocata dal Procuratore Generale del Re a pochi mesi di distanza e ristabilita definitivamente solo nel 1919 grazie alla legge 9, nota come legge Sacchi, che abolì l'autorizzazione maritale e autorizzò le donne a entrare nei pubblici uffici, tranne che nella magistratura, nella politica e in tutti i ruoli militari.

Un riconoscimento importante che la raggiungeva quando aveva 65 anni

Sulla sua travagliata storia il 15 febbraio uscirà una serie Netflix che è stata girata anche in parte a Torino a novembre 2021 e che vede come interprete della prima donna avvocato d'Italia, Matilda de Angelis, già protagonista di film come l'Isola delle Rose e serie come The undoing

La vita di Lidia Poet 

Nata in Val Germansca, precisamente nel piccolo comune di Perrero, si laureò in giurisprudenza il 17 giugno 1881 dopo aver discusso una tesi sulla condizione femminile nella società e sul diritto di voto per le donne. Fece pratica legale a Pinerolo nell'ufficio dell'avvocato e senatore Cesare Bertea. Superò in modo brillante l’esame di abilitazione alla professione forense e chiese l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino. La richiesta venne osteggiata dall'ex ministro dell'interno, Desiderato Chiaves, e dall'avvocato Federico Spantigati, che, per protesta, si dimisero dall’ordine. A supportare la sua domanda furono invece tra gli altri  il presidente dell'Ordine Saverio Francesco Vegezzi. La domanda passò e fu così Lidia Poët divenne la prima donna ammessa all’esercizio dell’avvocatura.

A pochi mesi di distanza, il procuratore generale del Regno impugnò la decisione ricorrendo alla Corte d'Appello di Torino che fu accolta dalla Corte di Appello che ordinò la cancellazione dall’albo.

Al termine della prima Guerra Mondiale, il 17 luglio 1919, la sua richiesta di entrare nell'ordine venne approvata grazie alla legge Sacchi che apriva finalmente alle donne le porte del foro: “Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni ed a coprire tutti gl’impieghi pubblici, esclusi soltanto, se non vi siano ammesse espressamente dalle leggi, quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionali o l’esercizio di diritti e di potestà politiche che attengono alla difesa dello Stato”. 

Lidia, morì nubile, a Diano Marina all'età di 94 anni il 25 febbraio 1949. E' sepolta nel cimitero di San Martino a Perrero.

Chiara Gallo

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