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Attualità | 27 gennaio 2023, 13:45

Giorno della Memoria, Lo Russo: "Odio si diffonde, contrastarlo con il rispetto"

Secondo una ricerca, nel 2020 ben 16 italiani su 100 non credevano all'Olocausto

Giorno della Memoria in Comune

Giorno della Memoria, Lo Russo: "Odio si diffonde, contrastarlo con il rispetto"

"Gam Gam Gam Ki Elekh, Be Beghe Tzalmavet". Si è aperta sulle note della canzone che ricorda la sofferenza dei bambini nei campi di concentramento, cantata dal coro dei Piccoli Cantori di Torino, la cerimonia del Giorno della Memoria in Sala Rossa. Un momento di ricordo della Città, dopo quello al Monumentale. "La pagina di storia dell'Olocausto - ha sottolineato la Presidente del Consiglio Maria Grazia Grippo - appartiene al passato, ma oggi condividiamo il pensiero che non sia passato affatto. Come istituzioni dobbiamo cercare ogni strada perché la memoria diventi consapevolezza: solo così si potrà scongiurare l'oblio". 

Nel 2020 16 italiani su 100 non credevano all'Olocausto

Ad intervenire poi il vice presidente del Consiglio regionale Daniele Valle, che ha detto: "Secondo una ricerca del 2004 due italiani su 100 non credevano all'Olocausto: nel 2020 siamo saliti a 16 su 100. Cosa è successo in questi anni?".

"Non ho soluzioni da offrire - ha aggiunto - ma un impegno. Che la celebrazione del ricordo esca dalle consuete ed ordinarie situazioni, per  raggiungere la nostra popolazione. Questo affinché la memoria sia condivisa e quello che successo non torni a ripetersi". Una posizione condivisa anche dal Presidente della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni: "Il rischio da evitare è che la Giornata della Memoria sia solo una cerimonia formale e retorica, cui il paese è tenuto il 27 di ogni anno". 

"Voce dei sopravvissuti fondamentali, ma siamo sommersi da prove della Shoah" 

Negli scorsi giorni la senatrice Liliana Segre ha lanciato allarme su come, nel giro di qualche anno, l'Olocausto rischi di essere solo una riga nei libri di storia. Per Disegni "dobbiamo fare nostra l'affermazione Edith Bruck, che ha detto: "Io non sono così pessimista: porto le mia testimonianza da 60 anni, non credo sia caduta a vuoto. La voce dei testimoni diretti è fondamentale per trasmettere l'emozione e il dolore, ma per raccontare la Shoah abbiamo anche le prove, ne siamo sommersi. La scomparsa dei testimoni deve spingerci a studiare e pensare nuovi percorsi della memoria". 

"Contrastare odio con il rispetto" 

A prendere poi la parola il sindaco Stefano Lo Russo: "Ricordare e far ricordare a tutti il sacrificio di milioni di vittime innocenti – ebrei in maggior parte, ma anche rom e sinti, omosessuali, oppositori politici, disabili – rappresenta dunque un dovere di umanità e di civiltà. Non dobbiamo mai stancarci, annoiarci".

"Ancora oggi – ha proseguito - sono ancora numerose le parole d’odio diffuse e i bersagli individuati per motivi di religione, origine, orientamento o semplicemente perché percepiti come diversi. Dobbiamo ricordare che il germe dell’odio si diffonde, spesso in modo silente, dobbiamo quindi contrastarlo con la cultura del rispetto e della diversità. Dobbiamo far vivere il Giorno della memoria tutti i giorni, con gesti quotidiani e respingendo comportamenti di sopraffazione"

"Oggi, nelle numerose celebrazioni in programma, affermiamo l’ultimo diritto che dobbiamo riconoscere alle vittime: di essere ricordate" ha concluso Lo Russo.

Cinzia Gatti

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