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Cultura e spettacoli | 22 marzo 2023, 16:08

Greg Goya: l'artista torinese che spopola sui social con la sua "fast art"

Da dicembre i video delle sue performance fanno milioni di views su Instagram e Tik Tok, domenica la prima performance alla Reggia di Venaria. "I miei lavori devono scatenare una reazione immediata in chi guarda, per questo è arte a consumo veloce"

Greg Goya: l'artista torinese che spopola sui social con la sua "fast art"

Fast art, l’arte “a consumo veloce” portata in città dall’artista torinese Greg Goya da qualche mese sta spopolando su Instagram e Tik Tok con migliaia di visualizzazioni.

Per spiegarla non servono molte parole, basta scorrere sul suo profilo @greg_goya per avere un'idea delle sue opere intuitive. 

Ma per raccontarla meglio, abbiamo chiesto allo stesso autore: “La Fast art è un ibrido tra performance art e la street art. La definisco un’arte veloce, perché si crea in poco tempo e si consuma altrettanto in fretta. Da un punto di vista tecnico è certo più minima, ma questo perché il messaggio deve arrivare al destinatario molto velocemente. È un’arte che è nata sui social, ma che non li usa come promozione, ma come tela”.  

L’opera realizzata da Greg Goya viene realizzata, filmata e caricata sui social. Il suo obiettivo? Stimolare reazioni immediate in chi osserva. 

24 anni, torinese, studente di Giurisprudenza, Goya ha iniziato la sua carriera artistica customizzando le sneaker della Nike.“Sono stato uno dei primi in Europa a portare questo fenomeno delle customed sneakers, scarpe da ginnastica personalizzate attraverso delle pitture a mano. È un percorso che è andato bene e che mi ha portato a collaborare con Armani Young”. Grazie a quanto guadagnato da questa collaborazione, a dicembre 2022 ha potuto sviluppare il suo nuovo progetto, quello della Fast art. 

“Le opere che generano più reazioni sono quelle legate al panorama urbano, quindi quelle che realizzo ad esempio su un cartello stradale o su un pavimento. I temi di cui tratto sono tutti temi universali, come quello dell’amore”.

A contare il numero più alto di visualizzazioni sono le performance che ha documentato sui social e che lo hanno visto intervenire sul cartello di stop tra largo Re Umberto e corso Galileo: l’artista ha applicato degli stickers formando la scritta “Stop and kiss”. “Ha totalizzato cinque milioni di views su Instagram”.

Nonostante i suoi interventi siano realizzati con adesivi e materiali lavabili, sui social non sempre le reazioni sono positive: “Quando ho dipinto su un ponte ad esempio con semplice vernice cancellabile, l’opera è stata molto critica, ho ricevuto insulti pesantissimi, i social purtroppo scatenano spesso il peggio delle persone”. Ma Greg non si è arreso, anzi ha portato oltre le sue performance: “Devo dire che la reazione più particolare è stata quella della consegna delle rose: mi sono messo a regalare una rosa a degli sconosciuti, alcuni erano molto diffidenti, alcuni lo rifiutavano, ma diversi accettavano".

Perché la scelta della Fast art?
“Intanto contiene un messaggio di critica al mondo dell’arte. Ho notato che all’interno del settore, sia che si parli di un museo sia di un evento fieristico, spesso le opere sono autoriferite e hanno scarsa immediatezza nel feedback al pubblico. Le mie opere invece intendono proprio scatenare una reazione emotiva istantanea in chi guarda, può essere rabbia, gioia, ma deve essere immediata. Ho scelto di usare i social perché lì ho pochissimo tempo per parlare alle persone, se in quel poco tempo ti arriva il messaggio, vuol dire che era così forte da tenere alta la tua attenzione”. 

Una carriera che dai social sta prendendo piede però anche nei luoghi reali dell’arte.
“Questa domenica come artista firmo una collaborazione alla Reggia di Venaria, mi esibirò in una performance all’interno della residenza. Ci tenevo tantissimo ad aspettare, perché il primo ente del mondo dell’arte con cui volevo interfacciarmi fosse la Venaria, perché secondo me è la realtà culturale più importante che abbiamo in Piemonte”.  

Tra i prossimi progetti dell’artista tuttavia quello principale è consolidare la propria identità per le strade di Torino.
“Vorrei ispessire la fast art con il sogno poi di portarla su dispositivi diversi e cominciare a interfacciarmi con il settore arte, ma portando con me la community che mi segue”. 

Torino quindi come base per i giovani artisti funziona?
Ospita una delle fiere più importanti d’Italia e ha un tessuto artistico fitto. Il tessuto mondiale tuttavia ha maglie molto strette e non è molto accogliente. I social diversamente sono uno strumento iper democratico”. 

C’è un posto della città in cui vorresti portare la tua arte?
“I murazzi sono il posto più street che esiste a Torino ed è anche quello su cui tramonta il sole, quello è il luogo che ho scelto per la mia Fast Art”. 

 

 

Chiara Gallo

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