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Eventi | 18 giugno 2023, 14:19

Crocifisso pro utero, Viale finisce nel mirino di Marrone: "Pride palcoscenico per provocazioni offensive". E poi ribatte

L'esponente di Fratelli d'Italia attacca quello di +Europa: "Accanto a lui anche il sindaco Lo Russo e il vicepresidente regionale Valle". La replica: "Simbolo di laicità"

Silvio Viale al Torino Pride

Silvio Viale al Torino pride 2023 con il cartello della discordia

E immancabili, ecco le polemiche sulla partecipazione di Silvio Viale al corteo del Torino Pride di sabato pomeriggio. L'esponente radicale, che siede in consiglio comunale, aveva con sé infatti un cartello con sopra disegnata una donna crocifissa. Un modo per riportare sotto i riflettori gli attacchi che in questo momento riguardano la pratica dell'utero in affitto. Una scelta che non è sfuggita a Maurizio Marrone, assessore regionale ed esponente di Fratelli d'Italia.

"Il pride torinese si conferma palcoscenico per dare visibilità alle peggiori provocazioni offensive verso la sensibilità religiosa comune al solo fine di attaccare il governo e sostenere la pratica dell’utero in affitto. Solo che questa volta non è un manifestante comune ad esibire la vecchia copertina dell’Espresso che profana la crocifissione, già sequestrata ai tempi per vilipendio alla religione, bensì l’esponente di +Europa nella maggioranza consiliare di centrosinistra a sostegno di Stefano Lo Russo", ha detto l'esponente della giunta Cirio con le deleghe alle Politiche sociali.

E gli attacchi hanno coinvolto anche Lo Russo e i vertici del Pd. Il cartello oggetto di polemica avrebbe sfilato "proprio accanto al sindaco e al vicepresidente del Consiglio Regionale Daniele Valle. Sono questi i messaggi che dovremmo onorare con il patrocinio istituzionale della Regione?".

E Viale non si è fatto attendere, nel ribattere (sempre via social): "Capisco che Maurizio Marrone sia arrabbiato per quella donna incinta sulla croce, che rappresenta l’oppressione secolare della religione sul corpo della donna e la sua libertà riproduttiva. Le conquiste degli anni ‘70 su stato di famiglia, divorzio, aborto e contraccezione hanno permesso alle donne di emanciparsi dalla schiavitù riproduttiva, che le relega a semplice contenitore a disposizione dei maschi. E’ una ragione in più perché non ci sia il crocifisso nella sala del Consiglio Comunale, che rappresenta tutti i cittadini. Quella donna incinta sulla croce è un simbolo storico di laicità".

redazione

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