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Attualità | 11 giugno 2024, 12:07

Torino si interroga sull'intelligenza artificiale. Foglietta: "Con AI regoleremo anche piazza Baldissera"

Attesi effetti anche sull'impiego. Gilli (Compagnia San Paolo): "Coprirà il 30% delle ore in lavoro". Pammolli (Ai4industry): "Pronti a partire, tra ricerca e servizi"

piazza Baldissera con code

Torino si interroga sul futuro dell'intelligenza artificiale: servirà anche in piazza Baldissera

L'intelligenza artificiale avanza, ma spesso mancano le professionalità per dare piena applicazione a questa rivoluzione digitale. Però i suoi effetti non sono così lontani: a cominciare dai semafori della città di Torino, con un occhio rivolto a piazza Baldissera. Ma l'ondata toccherà anche altri mondi, a cominciare da quello del lavoro. Che sia un bagno rinfrescante o uno tsunami che travolge tutto, dipende dalle scelte dell'uomo.

E proprio la città sede del centro nazionale di riferimento per automotive e aerospazio "AI4industry" osserva con attenzione la situazione e i suoi passi futuri. Se ne è discusso alle Ogr, in occasione dell'incontro "Italia comunità digitale: Intelligenza artificiale e nuove competenze".

Impatto sul mondo del lavoro e sulle ore in ufficio 

"È un'evoluzione difficile da prevedere - dice Marco Gilli, presidente della Compagnia di San Paolo - tanto che se ne parlerà anche al G7. Ed è raro che un tema tecnologico venga affrontato dai capo di Stato". E aggiunge: "Per quanto riguarda il mondo delle fondazioni, ci tocca da vicino l'impatto sul mondo del lavoro e sulle nuove competenze. Le stime sono tante, c'è chi parla del 60% delle economie avanzate. E si pensa che a breve circa il 30% delle ore lavorate potrà essere svolto da intelligenza generativa. Servirà riqualificazione professionale e in questo le fondazioni potranno dare il loro contributo".

Salute, cultura, formazione e ambiente

"Ci possono poi essere benefici in altri ambiti sociali in cui le fondazioni agiscono: salute, cultura, ambiente e formazione, per esempio - aggiunge Gilli - Sono tecnologie rapide e le fondazioni devono far partire progetti pilota per misurare l'effetto e, nel caso, replicarli su scala maggiore. Bisogna però creare infrastrutture di livello internazionale per poter contare".

Alla ricerca di un direttore e della struttura

"Possiamo essere un centro sia rivolto alla ricerca ma anche al mercato - spiega Fabio Pammolli, presidente della fondazione di AI4industry - Come missione, oltre all'automotive e all'aerospazio possiamo ampliare il campo a meccanica strumentale, manifattura, salute, finanza e assicurazione e cosi via".

"Stiamo lavorando per mettere in moto la macchina - prosegue - tra management, direttore e comitato scientifico. Il direttore dovrà avere leadership scientifica, tecnologica e portare un piano industriale convincente. In ogni caso, la nostra architettura dovrà avere una fabbrica al centro, in grado di offrire servizi, fare formazione ai ricercatori e svolgere attività di ricerca".

"Vogliamo attrarre capitale umano sul territorio, ma anche generare benefici sul territorio, tra coesione ed equità sociale - dice Giovanni Azzone, presidente di Acri - Ma non bastano isole felici: deve essere tutto il territorio nazionale a godere dei benefici di un cambiamento come questo. La strada è beneficiare del buono che porta AI, minimizzando le minacce. E spesso gli effetti sono nella nostra quotidianità, non nell'aerospazio".

AI è già in mezzo a noi, tra semafori e piazza Baldissera

"Forse il cittadino fatica a cogliere quanta innovazione sia già applicata in città - aggiunge Chiara Foglietta, assessora all'innovazione del comune di Torino - Utilizziamo intelligenza artificiale coi semafori, nei sottopassi, nel monitoraggio delle piante e sarà usata anche per regolare piazza Baldissera. Dobbiamo avere come unico obiettivo migliorare con le tecnologie emergenti la qualità della vita dei cittadini".

Massimiliano Sciullo

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