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Economia e lavoro | 22 giugno 2024, 06:52

Idrogeno, non solo elettrico. I sindacati e la transizione: "Per essere sostenibile non deve mettere a rischio lavoro e famiglie"

Due anni di lavori per il progetto europeo che studia la transizione dell'auto e del volo. Cutrì (Fim): "Cambiare è inderogabile, ma bisogna imparare e capire effetti e conseguenze, per governarli. Ma ci sono tecnologie avanzate"

Idrogeno, non solo elettrico. I sindacati "studiano" la transizione

Idrogeno, non solo elettrico. I sindacati "studiano" la transizione

Oltre l'elettrico? Il futuro dell'auto si chiama idrogeno. La transazione infatti non si fermerà alla prima "stazione" e a studiare il percorso, da circa due anni, si è messa anche la Fim Cisl Torino e Canavese, partecipando al progetto europeo "La transizione verde verso l'idrogeno".

Conoscere e non subire la transizione

"Il bisogno, già dal 2020 è quello di essere soggetti attivi come sindacati nella transizione ecologica. Non bisogna subirla, ma essere partecipi nel processo in cui le scelte dei grandi gruppi finiscono per influenzare l'intera filiera", dice il segretario generale Fim Torino, Rocco Cutrì

Ai lavori ospitati presso A come Ambiente ha preso parte anche il segretario nazionale di Fim, Ferdinando Uliano. Con loro, anche il responsabile Coordinamento Politica Industriale e consigliere politico senior di IndustriAll, Benjamin Denis e il responsabile Relazioni industriali di Ge Avio, Mario Brega.

Ma al progetto hanno partecipato anche associazioni sindacali da Francia, Ungheria, Turchia e non solo.

Transizione sostenibile se non colpisce le famiglie e il lavoro 

"Dobbiamo fornire ai sindacalisti un’adeguata informazione e formazione per gestire le dinamiche connesse alla transizione “verde”, con particolare riferimento al passaggio dalla produzione di veicoli a combustibili fossili a quelli alimentati a idrogeno", dice Cutrì. "Questo per tutelare occupazione e lavoratori. Altrimenti non sarebbe una transizione sostenibile, se mettesse a rischio il benessere di tante famiglie".

Da dove prendo l'idrogeno?

Parlare di idrogeno poi non è sufficiente. "Deve essere ottenuto da fonti rinnovabili, altrimenti non ha senso. Ma su questo aspetto siamo ancora molto indietro. Serve idrogeno verde. Ci sono però aziende che hanno prodotti a un livello avanzato su questi tecnologie, pronte per il mercato. A cominciare dai motori o i kit che possono trasformare i motori diesel in idrogeno". Iveco, in questo senso, si trova in una fase molto avanzata e pure Stellantis si sta muovendo in quella direzione.

Anche l'aerospazio vanta progetti di propulsione a idrogeno molto avanzati. "Alcuni saranno pronti nel 2027 per i test di certificazione per il volo civile", dice Cutrì.

"Spesso, non solo in Italia, le informazioni non vengono però condivise dai grandi gruppi, con catene di fornitura in ginocchio e condizioni di dominio rispetto ai Paesi di appartenenza. Ma i grandi gruppi puntano anche a un taglio selvaggio dei costi, soprattutto in termini di lavoro, esternalizzando tutto ciò che possono in Paesi extra UE".

Uliano: Comprendere ricadute anche sociali e lavorative

"E' indispensabile preparare i nostri rappresentanti sindacali e le strutture sui cambiamenti che interessano i settori metalmeccanici più importanti - dice Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl -. Bisogna comprenderne le ricadute a livello di competenze, ma anche occupazionale: servono strumenti nuovi per la contrattazione aziendale, con istanze nuove verso Governi ed enti europei affinché la transizione abbia, oltre a una sostenibilità ambientale, anche una sostenibilità sociale".

 

Massimiliano Sciullo

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