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Cronaca | 25 gennaio 2019, 15:05

Piazza San Carlo: dopo la morte di Marisa Amato le posizioni degli imputati potrebbero aggravarsi

Se l’autopsia confermerà che il decesso è collegato al ferimento, la Procura dovrà contestare un nuovo omicidio

Piazza San Carlo: dopo la morte di Marisa Amato le posizioni degli imputati potrebbero aggravarsi

Qualora gli accertamenti medici disposti dalla Procura di Torino proveranno che la morte di Marisa Amato, gravemente ferita in piazza San Carlo e deceduta stamattina a seguito di complicanze all’apparato respiratorio, è collegata alle lesioni riportate il 3 giugno 2017, i pubblici ministeri titolari delle due inchieste, la prima che vede imputati amministratori e organizzatori dell’evento (già in udienza preliminare, contestato l’omicidio colposo), la seconda che punta il dito contro la banda dello spray (udienza fissata il 7 febbraio, l’accusa è omicidio preterintenzionale), dovranno contestare un secondo omicidio, che si aggiunge a quello relativo alla morte della 38enne Erika Pioletti.

Una vicenda processuale complessa, resa ancora più ingarbugliata dalla presenza di un terzo fascicolo d’inchiesta che vede indagati per lesioni colpose due medici dell’ospedale Molinette i quali, secondo l’ipotesi accusatoria, non si sarebbero accorti della lesione alla colonna vertebrale di Marisa Amato, a cui poco dopo verrà diagnosticata una grave tetraplegia. Quest’ultima inchiesta, coordinata dal pm Vincenzo Pacileo, dovrebbe in ogni caso rimanere autonoma rispetto agli altri due procedimenti, per i quali da settimane si discute la possibile unificazione, il che significherebbe un maxi processo dinanzi la Corte d’assise.

Marco Panzarella

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