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Scuola e formazione | 19 giugno 2019, 13:47

Maturità 2019, al Galfer per la prova di italiano stravince Ungaretti

Attesa (e qualche ansia) per la seconda prova di matematica e fisica. "Abbiamo fatto simulazioni, ma non sappiamo bene come andrà"

Maturità 2019, al Galfer per la prova di italiano stravince Ungaretti

"Letteratura mi piace molto, sono più preoccupata per domani, con matematica e fisica. Ma il mio futuro lo vedo nei Beni Culturali". Sara Kint, VG del Galileo Ferraris, ha lo sguardo rilassato di chi sa di aver finalmente affrontato il primo scoglio. È uscita intorno alla mezza ed è soddiafatta ("Non volevo rimanere lì a rileggere"). Per lei, la scelta è ricaduta su Ungaretti. "Mi sentivo pronta e non ho avuto esitazioni".

La Maturità 2019 però non finisce qui, per i 280 ragazzi (su 1500 iscritti totali) che ambiscono al diploma. E adesso arrivano i giorni più difficili da decodificare, soprattutto sulla base delle nuove regole. Per chi conclude il liceo scientifico, la seconda prova vuol dire matematica e fisica.

"La riforma? All'inizio faceva molta paura anche perché non c'era più la tesina e non sapevamo bene cosa ci avrebbero fatto fare. Gli insegnanti ci hanno aiutato mese dopo mese per capire  come sarebbe andata, abbiamo fatto due simulazioni. Ma soprattutto sull'orale non sapevano dirci cosa sarebbe successo".

Una mezz'oretta dopo di lei un'altra ragazza si chiude alle spalle i cancelli del liceo. Sfila gli occhiali e respira profondo. "Ho scelto Ungaretti anche io, le altre tracce mi sono sembrate più complicate da scegliere. Credo abbiamo scelto in tanti come me. Era più difficile fare collegamenti con il programma studiato", dice Gianna Oberto, anche lei della VG. "Come argomenti le tracce non sono state tanto sorprendenti, mentre gli autori sono stati difficili da prevedere. Per esempio Sciascia".

E si guarda alla seconda prova. "Ci aspettiamo due problemi, uno che comincia con matematica e finisce con fisica e uno all'esatto contrario. E poi otto quesiti, tra cui sceglierne quattro. Vedremo".

Dal corpo docente arriva la voce di Alessandra Cavagnero, docente di Matematica e Fisica. "Scoprire le nuove regole della maturità è stato molto sbagliato ed è la riprova di un sistema scolastico sempre più nozionistico e che non vuole aiutare i ragazzi. Noi speravamo altro, dalla nuova riforma".

Col passare dei minuti escono nuovi maturandi. "Ho scelto tecnologia e scienza, con un percorso sull'arroganza. Ho scritto direttamente in bella", dice invece Chiara Piombi VP e la speranza di fare matematica. "A Bologna, ma proverò anche a Pisa". "In generale, le altre le ho viste e forse Ungaretti era abbastanza facile. Anche perché era molto recente nel programma".

E su domani "siamo più preoccupati per l'orale, con la scelta delle buste, rispetto al secondo scritto. Speriamo non ci aggiungano altre regole nuove. Ancora oggi ci hanno interrotto durante il tema per darci ulteriori indicazioni". "Sulla riforma mi piace il principio dell'unione di varie competenze, ma è anche vero che in uno scientifico alla fine sul mio voto peseranno di più le materie umanistiche".

"Tema storico per me, sull'identità del Novecento - dice Tommaso, VC - penso abbastanza bene ma non sono sicuro. Lo avevamo affrontato bene e mi sentivo preparato. Sciascia invece non lo avevamo studiato". Per domani "di matematica sono abbastanza tranquillo, di fisica un po' meno. Non sono molto entusiasta del fatto di fare una prova in cui si mescolano. E sull'orale speriamo bene, ci hanno detto che sarà una specie di colloquio, più che un'interrogazione vera e propria". Idee chiare sul futuro: "Politecnico, ingegneria energetica".

Massimiliano Sciullo

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