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Viabilità e trasporti | 12 luglio 2019, 18:58

Ivrea guarda al futuro: Cgil, Cisl e Uil puntano ad azzerare le emissioni del trasporto pubblico locale

Nella proposta, coinvolti anche tutti i Comuni della conurbazione del sito Unesco. Bellono: "Teniamo insieme miglioramento del servizio e sostenibilità ambientale ed economica"

Ivrea guarda al futuro: Cgil, Cisl e Uil puntano ad azzerare le emissioni del trasporto pubblico locale

Un progetto ambizioso, ma anche al passo con i tempi e con le tendenze che all'interno dell'opinione pubblica vogliono sempre di più la sostenibilità ambientale come stella polare. E' quello che hanno presentato oggi i sindacati di Cgil, Cisl e Uil a Ivrea, mettendo al centro il trasporto pubblico locale di quello che è ormai un territorio sotto la tutela dell'Unesco e che, accanto alla città principale, conta su una vasta presenza di Comuni della conurbazione.

L'obiettivo? Solo uno: arrivare a un servizio per la collettività che garantisca efficienza, ma anche emissioni zero, dunque rispetto dell'ambiente. "La nostra proposta guarda al futuro - spiega Federico Bellono, Cgil -: tiene insieme miglioramento del servizio e sostenibilità ambientale ed economica, ed è aperta al confronto con tutti coloro che sono interessati: istituzioni, forze politiche, associazioni".

E così, alla presenza di molti primi cittadini e rappresentanti del territorio, i sindacati hanno spiegato il loro piano. Un piano che parte da un dato di fatto, anzi: da numeri. Considerando Albiano d'Ivrea, Banchette, Bollengo, Borgofranco di Ivrea, Burolo, Cascinette d' Ivrea, Chiaverano, Colleretto Giacosa, Fiorano Canavese, Ivrea, Lessolo, Loranzè, Montalto Dora, Pavone Canavese, Quassolo, Salerano Canavese e Samone, attualmente la rete si sviluppa su 6 linee e relative  diramazioni. Giornalmente vengono effettuate 340 corse suddivise tra le linee con inizio servizio alle 05.10 e termine alle 20.40.

Il termine di affidamento del servizio scade nel 2019  (con probabile proroga regionale di 2 anni), attualmente gestito da GTT. Il parco autobus circolante sul servizio urbano di Ivrea è però tra i più vecchi in Piemonte, con mezzi che risalgono addirittura al 1996. Un'età media degli autobus di ben 18,5 anni. In pratica, maggiorenni.

Il progetto "Ivrea: conurbazione a zero emissioni" vuole cambiare questo stato di cose. "Il servizio di trasporto pubblico insito nella conurbazione - hanno spiegato i responsabili delle tre sigle sindacali - si presterebbe per le sue dimensioni e caratteristiche a diventare la prima zona piemontese con un trasporto urbano/suburbano completamente elettrico". "E attraverso l'accesso ai bandi nazionali, regionali, ed europei sarebbe possibile attivare un progetto che preveda la totale sostituzione degli autobus esistenti, con l'introduzione di veicoli totalmente elettrici di ultima generazione, che grazie alla realizzazione di annesse strutture fotovoltaiche permettano l'abbattimento dei consumi e delle emissioni di CO2 e polveri sottili".

Questo comporterebbe, in parallelo, anche una rivisitazione degli orari di servizio ritornando ad un cadenzamento con orario fisso, con una estensione del servizio dal lunedì al venerdì anche in fascia serale in coincidenza con l'arrivo dei treni della linea Torino-Aosta e Ivrea-Novara. Bisognerebbe poi spingere sull'integrazione tariffaria tra i diversi soggetti che operano nel ambito Eporediese, integrando i servizi della conurbazione urbana con le linee extraurbane e ferroviarie. 

"Il progetto diventerebbe un elemento di innovazione che potrebbe aprire a collaborazioni di ambito industriale utili ad acquisire le competenze per progettare  e gestire le tecnologie elettriche - dicono ancora i sindacati -. E al posto di acquistare nuovi autobus con il motore termico, è possibile usare le risorse comunitarie e nazionali per l'efficienza energetica e le energie pulite, per elettrificare la flotta e liberarsi dal costo economico ed ambientale dei combustibili fossili e dei motori termici".

Ma non è solo un discorso di emissioni in atmosfera. Si andrebbe a migliorare anche la spesa in manutenzione. "Per gli autobus utilizzati oggi sul territorio, la spesa si aggira su una media di circa 30.000 euro a veicolo. Invece, sui veicoli elettrici di ultima generazione la manutenzione è estremamente ridotta. Considerando tutti i parametri, si può dire che l'elettrico consumi/costi la metà".

Massimiliano Sciullo

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