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Cronaca | 23 ottobre 2019, 08:12

La società sta per fallire, ma con i soldi comprano opere d'arte e case di lusso: 9 persone nei guai

L'accusa da parte della Guardia di Finanza è di bancarotta fraudolenta: il buco sarebbe di oltre 24 milioni, con un'evasione di circa 2 milioni. L'azienda è poi stata chiusa, lasciando senza lavoro 170 dipendenti

La società sta per fallire, ma con i soldi comprano opere d'arte e case di lusso: 9 persone nei guai

Sculture, dipinti di grande valore, immobili di lusso, il tutto con i fondi distratti dalla società, che – di lì a poco – infatti, fallisce lasciando a casa 170 dipendenti. E' un fallimento anomalo quello scoperto dalla Guardia di Finanza di Torino che, al temine di un’indagine durata oltre un anno, ha denunciato a vario titolo nove persone per bancarotta fraudolenta.

I Finanzieri del Gruppo Torino, che hanno eseguito le indagini coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno appurato come gli amministratori della società, leader per anni nel settore della verniciatura e con in portafoglio importanti collaborazioni con alcuni colossi dell’industria italiana, abbiano di fatto sottratto dal patrimonio aziendale ingenti fondi. Risorse destinate – almeno sulla carta - a parziale copertura dell’enorme debito accumulato.

Sculture, dipinti ed altre opere d’arte di pregio, acquisite nel corso degli anni con i fondi aziendali, ma anche immobili, acquistati dagli amministratori, coniugi sessantenni, in rinomate località turistiche della Costa Azzurra. Il tutto, mentre l’azienda sprofondava verso il definitivo dissesto.

Nel corso delle perquisizioni è anche emerso come, al fine di sottrarle ad eventuali sequestri o altre azioni esecutive dei creditori, la coppia abbia fatto “sparire” sculture e quadri di grande valore; opere “svanite”, ma non solo: i due indagati hanno sì spontaneamente fatto trovare alcuni quadri, appesi negli uffici aziendali, peccato però che siano risultate solamente delle copie. Gli originali (tra cui un dipinto di Paola Levi-Montalcini, sorella gemella della Senatrice Premio Nobel Rita, di valore stimato superiore a 80.000 euro) erano custoditi dalla coppia all’interno della loro villa sulle colline torinesi.

Al temine delle operazioni, i Finanzieri hanno accertato un buco societario di oltre 24 milioni di euro e un’evasione fiscale di circa 2 milioni. Sequestrati conti correnti per 250.000 euro e alcuni immobili, tra cui l’abitazione di pregio.

Oltre ai coniugi, considerarti i veri burattinai della società, sono stati denunciati tutti i 7 amministratori legali, che - negli anni - si sono succeduti alla guida dell’azienda. Dissipazione del patrimonio societario, distrazione di beni aziendali, sistematiche omissioni di versamenti fiscali e contributivi, bancarotta fraudolenta l’accusa di cui dovranno rispondere davanti al Tribunale di Torino.

redazione

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