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Cultura e spettacoli | 26 febbraio 2020, 19:28

Coronavirus, gli spazi eventi ad Appendino: “La chiusura ci fa cadere nel baratro: aprite un tavolo di crisi”

La lettera è firmata dai principali circoli, associazioni e teatri torinesi. La richiesta: "Attivare ammortizzatori sociali e provvedimenti finanziari per azzerare tutti gli adempimenti fiscali nell'immediato"

Coronavirus, gli spazi eventi ad Appendino: “La chiusura ci fa cadere nel baratro: aprite un tavolo di crisi”

“Non abbiamo più le risorse per autosostenerci, siamo allo stremo delle forze”. Così il mondo culturale torinese in una lettera inviata questa sera alla sindaca Chiara Appendino, rispetto all’ordinanza per l’emergenza Coronavirus che ha determinato lo stop di eventi e spettacoli fino al 1° marzo.

La lettera è firmata da Arci Torino, Babelica, Bellarte, Blah Blah, Cartiera, Circolo Arci La Cadrega, Circolo Arci Machito, Circolo B-Locale, Circolo Bloom, Circolo De Angeli, Circolo Neruda, CPG Strada delle Cacce, Domus Aps, El Barrio, Hiroshima Mon Amour, Indiependence, Jazz Club, L’artificio, Magazzino sul Po, Off topic, Radio Ohm, San Pietro in Vincoli, Soluzioni Artistiche, Spazio211, TUM Torino e Ziggy Club. Ma la lista di adesioni è in fase di aggiornamento.

“La situazione di crisi del settore nella nostra città – scrivono – è aggravata dalla chiusura degli spazi dovuti al diffondersi del nuovo coronavirus Covid-19, rendendo necessario e indispensabile costituire una rappresentanza istituzionale alle nostre istanze.

La lettera si sofferma quindi sul grande destabilizzazione provocata dal panico diffuso, che rischia di catapultare l’intero settore degli spettacoli ed eventi culturali “in un baratro dal quale rischiamo di non rialzarci, con la perdita di posti di lavoro ed di iniziative culturali che spegnerebbe Torino”.

“La mancanza di liquidità – sottolinea la lettera –, dovuta anche a una sola settimana di chiusura, non concede tempo ulteriore a tutte le imprese del settore. Le ripercussioni dureranno per mesi anche nella più rosea speranza che la situazione migliori”.

Chiarendo che non vengono contestate le decisioni ministeriali in accordo con la Regione Piemonte, gli enti chiedono di “valutare e considerare anche l’emergenza economica, sociale, aggregativa e culturale dovuta alla chiusura delle attività” del settore.

“Chiediamo di far presente al governo – continuano – di attivare immediatamente ammortizzatori sociali e provvedimenti finanziari per azzerare tutti gli adempimenti fiscali nell'immediato onde evitare un disastro in termini di fallimenti, posti di lavoro e riduzione del PIL cittadino oltre che regionale”. Una richiesta avvalorata dal rischio di penali a causa dell’annullamento di spettacoli e concerti, oltre alla difficoltà di riprogrammazione nel corso dell’anno”.

Infine, la lettera esprime l’urgenza di aprire quanto prima un tavolo di crisi per il settore della musica, del teatro e più in generale del settore culturale profit e no profit (club, circoli, centri culturali, eventi specifici), “che prenda in considerazione il quadro generale e le specificità”.

L’appello ad Appendino, in definitiva, è di non cedere a “un ulteriore passo indietro rispetto alla vita culturale” di Torino. “La musica e le performing art in particolare, che per molto tempo sono state il centro nevralgico della cultura cittadina – concludono i firmatari –, stanno subendo troppi colpi e con esse le vite di tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo nel settore”.

Manuela Marascio

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