Il giorno 11 novembre, alle ore 20.30, presso la sala conferenza della Biblioteca Calvino in lungo Dora Agrigento 94 si terrà un incontro dibattito pubblico nel quale parteciperanno esperti e relatori qualificati del settore sicurezza.
Perché parlare ancora di sicurezza urbana.
L’insicurezza urbana è una nota dolente del vivere quotidiano. Sono trascorsi molti anni da quando si discuteva delle paure dei cittadini, da quando mamme, donne, anziani, cittadini lamentavano il timore di poter frequentare liberamente i loro quartieri e la loro città, soprattutto nelle ore serali.
Oggi, l’aumento dell’immigrazione e la necessità di gestire l’accoglienza, costringe il nostro Paese a far fronte a situazioni di illegalità diffusa, predatoria, spesso derivante proprio dalle precarie condizioni economiche di extracomunitari clandestini.
Oggi il fenomeno dei nomadi che delinquono assurge alle prime pagine dei mezzi d’informazione ed i cittadini rappresentano in tutti i modi il loro disagio e la loro paura.
Capire se trattasi di percezione di insicurezza o paura giustificabile è la solita vecchia storia nella quale si rincorrono le tesi giustizialiste e le tesi giustificazioniste. In realtà, entrambe potrebbero coesistere e in molti casi interagire.
Sarebbe tuttavia sbagliato pensare che la criminalità sia unicamente di derivazione straniera, atteso che la stessa si annida anche in quella nostrana e nei diversi strati della società, dagli ambienti più poveri, per finire ai “colletti bianchi”.
La risposta è sempre la stessa: prevenzione e repressione, ma come rendere efficace ed efficiente questo binomio indissolubile è all’origine di monumentali discussioni e analisi.
Più Forze dell’Ordine, leggi più severe e soprattutto un azione risolutiva dello Stato contro il crimine sono proposte che hanno dettato l’agenda negli ultimi 20 anni ed in proposito si sono scritte fiumi di pagine che ancora oggi sono purtroppo attuali.
Fare il punto e soprattutto tenere “alta la guardia” sulla questione sicurezza urbana è prima di tutto un dovere civico da parte di chi crede nella serena convivenza civile e nella crescita culturale e sociale della comunità.