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Cronaca | 29 marzo 2017, 11:55

A 15 anni schiava del sesso a Torino, salva grazie a una telefonata

Dei 12 indagati, per i quali la pm Alessandra Provazza a conclusione dell'indagine, aveva chiesto il rinvio a giudizio, ieri hanno patteggiato in nove, con pene fino a due anni

A 15 anni schiava del sesso a Torino, salva grazie a una telefonata

Portavano in Italia ragazze rumene giovanissime, e le mettevano per la strada. A volte le picchiavano, altre le violentavano e i proventi del meretricio venivano sottratti alle vittime con la scusa che servivano a pagare l'affitto di un alloggio di corso Grosseto.

Una delle ragazze aveva soltanto 15 anni quando è stata costretta a vendersi nella zona di corso Orbassano.

Dei 12 indagati, per i quali la pm Alessandra Provazza a conclusione dell'indagine, aveva chiesto il rinvi a giudizio, ieri hanno patteggiato in nove, con pene fino a due anni. Erano stati arrestati lo scorso ottobre per i reati di sfruttamento della prostituzione, anche minorile, con l'aggravante della violenza, che consisteva in botte, minacce, anche violenze sessuali. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Davide Diana, Antonio Genovese, Enrico Teglia, Flavia Pivano, Ardingo Scarzella, Vittorio Pesavento.

Soltanto in tre andranno a giudizio (e hanno chiesto l'abbreviato): si tratta del fratello della quindicenne e di una coppia, un uomo e una donna. La ragazzina, di famiglia molto povera, era arrivata in Italia nel febbraio del 2015.

Le avevano falsificato il documento di identità per dichiararla maggiorenne. Era stata messa sul marciapiede, dopo che le erano stati forniti vestiti e profilattici, e veniva controllata da una connazionale, che trattava con i clienti al suo posto, anche perché la fanciulla non conosceva una parola di italiano.

La ragazza è riuscita a salvarsi perchè è riuscita a chiamare di nascosto la madre, espatriata in Portogallo da mesi, dove faceva la badante, che ha contattato a sua volta un'amica di Torino, la quale ha raggiunto la 15enne e l'ha portata dalla squadra mobile per la denuncia.

La ragazza è stata presa in carico dai servizi sociali dell'allora assessore Elide Tisi, e le è stato affiancato un legale, l'avvocato Anna Ronfani. Dopo un periodo in comunità, da cui la fanciulla ha tratto giovamento, la madre ha raggiunto la figlia. Oggi non si sa dove vivano.

Elisa Sola

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