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Attualità | 28 marzo 2020, 15:55

Il coronavirus mette in ginocchio il mercato di Chivasso, Savino: "Tanti non riusciranno a superare la crisi"

"Il mercato è un servizio da offrire pari a quello dei supermercati"

Il foro Boario vuoto di sabato mattina

Il foro Boario vuoto di sabato mattina

Fino a qualche tempo fa erano i giorni che si aspettavano con più ansia. Erano i giorni del ritrovo delle persone, di quelli in cui anche chi abitava in collina o nei paesi vicini prendeva l'auto per venire a farsi un giro in città. Erano i giorni della colazione fuori al bar con cornetto e cappuccino e dei giri infiniti in macchina per trovare un parcheggio libero. Erano i giorni del pranzo col pollo comprato allo spiedo e delle patatine fritte un po' mollicce ma sempre buone perchè comprate al mercato. Erano i giorni in cui un chivassese si svegliava orgoglioso di essere tale perchè era l'occasione per dire a chi veniva da fuori che "noi abbiamo uno dei mercati più grandi e belli d'Italia". Erano un rito, una tradizione. 

C'erano una volta i mercati del mercoledì e del sabato mattina. Ma anche quelli del lunedì a Castelrosso e del martedì in via Bradac. C'erano perchè il coronavirus li ha cancellati. L'amministrazione del sindaco Claudio Castello ha deciso di interromperli per motivi di sicurezza predisponendo un piano di riorganizzazione all'interno del Foro Boario che consentirà di controllare e limitare l'affluenza. Al momento non si sa ancora quando riprenderanno. 

Preoccupato per la situazione è però Federico Savino, che oltre a ricoprire il ruolo di consigliere comunale, rappresenta anche i commercianti del mercato chivassese, dove anche lui lavora.

"Il decreto ministeriale dice che sono ammessi alla vendita di beni di prima necessità, i supermercati e i mercati alimentari - sostiene -. L'ultima normativa regionale non chiude i mercati, ma giustamente prevede una loro riorganizzazione nel rispetto nelle norme igienico sanitarie". 



Savino evidenzia che diversamente da altri Comuni che "si sono adoperati alla riorganizzazione in tempi record, Chivasso è ferma da quasi tre settimane".

"La sicurezza sanitaria ovviamente viene prima di tutto - continua - ma il diritto al lavoro è anche importante. In questi giorni ho ricevuto tantissime chiamate da parte di colleghi che manifestavano le difficoltà economiche in cui si stanno trovando. Quello che vorrei far capire è che dietro alle nostre attività non ci sono delle multinazionali ma delle famiglie che hanno delle scadenze con i fornitori, bollette da pagare, persone che hanno dovuto buttare delle merce perchè non poteva più essere venduta. Alla fine di tutto questo, tanti di noi non riusciranno più a rialzarsi e tanti rinunceranno più avanti". Per Savino, il mercato di Chivasso, "andrebbe visto come un servizio da offrire insieme a quello dei supermercati". "Inoltre, seguendo le norme igienico-sanitarie ritengo che l'area mercatale sia meno esposta ai contagi rispetto ai supermercati che si trovano al chiuso".

Al momento, sul territorio, i mercati regolari sono a Settimo Torinese, San Mauro, Torrazza, Verolengo, Rondissone. Sospesi invece quelli di Crescentino e Brandizzo.

a.g.

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