/ Cronaca

Cronaca | 18 aprile 2020, 18:40

Storia di un dono: i calciatori del Toro e i 4 ventilatori polmonari per il Maria Vittoria e l'Amedeo di Savoia

A raccontare la storia la dottoressa Maria Luisa Panzani: il gesto risale ad un mese fa

immagine tratta da torinofc.it

immagine tratta da torinofc.it

Il campionato è fermo chissà fino a quando, ma la solidarietà non è andata in vacanza. E quando viene fatta dai calciatori e resta a lungo anonima è un bel segnale: di chi vuole veramente fare del bene, non cercare facile pubblicità, specie in tempi di coronavirus.

La dottoressa Maria Luisa Panzani, medico anestesista-rianimatore degli ospedali Maria Vittoria e Amedeo di Savoia, ha raccontato con una lunga lettera una storia che risale allo scorso 12 marzo, che ha portato alla donazione da parte di un gruppo di giocatori del Toro di 4 ventilatori polmonari, essenziali per il trattamento dei malati Covid-19 per gli ospedali in cui la dottoressa lavora.

L’Ospedale era pieno di persone che avevano bisogno di una sola cosa: un ventilatore per fare CPAP o ventilazione non invasiva”, si legge nella lettera intitolata “Storia di un dono”. La dottoressa racconta di come “ci inventavamo ogni giorno un sistema diverso e più fantasioso per poterli aiutare. Ma avevamo quasi terminato le idee e le risorse. Non ci volevo credere”.  Fino all’intervento di alcuni giocatori e membri dello staff del Torino, tra cui il dottor Mozzone.

La soluzione, trovata in extremis, – si legge – è stata quella di reperire la disponibilità dei ventilatori in Israele. Il 16 marzo i quattro apparecchi venivano montati nella Rianimazione dell’ospedale Maria Vittoria. “Un’ora dopo – conclude emozionata la dottoressa – condividiamo l’emozione di vederli finalmente pronto all’uso in una toccante videochiamata con i giocatori del Toro. Adesso quei ventilatori li stanno usando quattro pazienti, altri li hanno usati prima di loro e altri li useranno”.

Sono queste le cose che fanno del calcio lo sport più amato del mondo e non le beghe dei presidenti per tornare a giocare o quelli di quei giocatori che rifiutano di tagliarsi lo stipendio, in un momento di sacrifici e di emergenza mondiale.

redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium