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Cronaca | 20 aprile 2020, 18:00

Dal Pinerolese parte una proposta per evitare lavoro nero e caporalato tra i lavoratori stagionali

Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uilm invocano l’applicazione del protocollo regionale sottoscritto nel marzo 2019 per far incontrare domanda e offerta con l’aiuto dei Centri per l’impiego

Dal Pinerolese parte una proposta per evitare lavoro nero e caporalato tra i lavoratori stagionali

«Utilizziamo il protocollo regionale perché tutto sia svolto con una garanzia pubblica» i sindacati dei lavoratori agricoli intervengono con una proposta per il collocamento della manodopoera stagionale.

La proposta, siglata da Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, parte dal Pinerolese e fa leva su un protocollo del marzo 2019: «L’anno scorso era stato siglato un accordo per promuovere il lavoro regolare in agricoltura e fare incontrare domanda e offerta a livello regionale. Noi crediamo che sia questa la soluzione per affrontare il tema della manodopera stagionale» spiega Andrea Ferrato, responsabile della Cgil di Pinerolo.
In questo quadro un ruolo strategico verrebbe svolto dal Centro per l’Impiego di Pinerolo:  «È nostro interesse promuovere un lavoro dignitoso e siamo disposti a occuparci di fare incontrare domanda e offerta in campo agricolo» tende la mando Renato Zambon, direttore del Cpi.

Toccherebbe poi all’ente bilaterale agricolo, che raggruppa i rappresentanti delle aziende e quelli dei lavoratori,  definire le condizioni di lavoro in sicurezza, anche in relazione alle nuove norme per fronteggiare l’emergenza coronavirus:  «Il percorso che proponiamo è finalizzato anche ad evitare situazioni di irregolarità e illegalità come l’intermediazione irregolare di manodopera, lavoro irregolare o peggio ancora situazioni di caporalato» concludono i tre sindacati.

Marco Bertello

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