/ Cronaca

Cronaca | 30 aprile 2020, 14:19

Il mattone torinese dopo il Coronavirus? "Voglia di balconi, giardini e una stanza in più per lo smart working"

L'appello di Fiaip Torino e provincia alla luce dell'emergenza Covid: "Dopo un 2019 in tenuta, temiamo ripercussioni soprattutto sul mercato commerciale, soprattutto nelle periferie: trasformiamo i negozi vuoti in nuovi appartamenti"

Il mattone torinese dopo il Coronavirus? "Voglia di balconi, giardini e una stanza in più per lo smart working"

Nella realtà lo sta facendo da settimane, ma il mattone riesce a essere una buona difesa contro il Coronavirus anche per gli investimenti? Difficile dirlo: anche in questo settore si aspettano colpi duri. Ma il mondo del mercato immobiliare prova a cercare una strada alternativa, per affrontare la situazione anche alla luce di quelle che potranno essere le nuove necessità ed esigenze che il mercato potrebbe presentare.

Saranno volontà e desideri legati soprattutto all'attuale necessità di stare chiusi in casa. "Immaginiamo che il mercato dell'immediato futuro possa mostrare di gradire soprattutto soluzioni con spazi esterni, magari piccoli giardini, oppure ampi balconi e superfici all'aperto. E poi una stanza in più, da utilizzare magari per chi deve dedicarsi allo smart working", dice Luca Portinaro, delegato provinciale all'Osservatorio immobiliare urbano di Fiaip Torino e provincia. 

In termini di domanda e offerta (ma soprattutto di prezzi e dunque di valore) è facile immaginare che le ripercussioni più pesanti riguarderanno la aree più problematiche del capoluogo piemontese. "A soffrire di più saranno senza dubbio le periferie, ma preoccupa soprattutto il mercato commerciale - dice Lucia Vigna, vicepresidente Fiaip Torino - senza dimenticare i rischi di morosità per chi ha inquilini in appartamento". Ecco perché "serve liquidità per far ripartire le attività e il comparto che deve trainare l'economia del Paese, ma anche è necessario pure permettere alle amministrazioni comunali il cambio di destinazione d'uso dei locali commerciali, soprattutto in quelle vie dove appare difficile proseguire con i negozi. Magari trasformali in abitazioni potrebbe essere un'opzione incentivante". E ancora "chiediamo l'inserimento della cedolare secca per i negozi e sgravi fiscali per i proprietari alle prese con morosità nell'incasso degli affitti".


Il mattone prima del Covid
Quel che è certo è che il Covid, anche in questo caso, si è abbattuto come un tornado in atteso sul mondo del mattone. "Le attese sul primo trimestre del 2020 erano positive - dice Aurelio Amerio, presidente di Fiaip Torino e provincia -, ma in questa situazione si è inserita una variabile che non era prevedibile. Il mercato in questi primi mesi dell'anno si è fermato ed è superfluo sottolinearne i motivi, ma possiamo pensare che un piccolo rimbalzo in un futuro immediato potrebbe portare qualche risultato positivo".  Più di un addetto ai lavori su due (57%) riteneva che i prezzi potrebbero essere stabili, mentre un 15% pensava una ripresa.

"Nel 2019 le compravendite erano aumentate dell'1,5% - spiega ancora Luca Portinaro - e per Torino, nello specifico, il residenziale ha visto un aumento dell'1%, confermando una tendenza che si è delineata dal 2013, anche se con prezzi in leggero calo".

I prezzi a metro quadro, infatti, hanno fatto segnare un -0,8% con sofferenze soprattutto per Barriera di Milano, Madonna di Campagna o Nizza Millefonti, tra metropolitana e grattacielo incompiuto che penalizzano le vie fino a piaza Bengasi, (-4%), mentre sono stabili Crocetta, Gran Madre, San Paolo e Vanchiglia. Crescono invece di un 1% i quartieri di Mirafiori, Aurora e Regio Parco, mentre addirittura un +4% per il Centro (piazza San Carlo e piazza Statuto con vie limitrofe meglio di piazza Vittorio Veneto, stabile) e Cit Turin., che conferma la sua funzione quasi da locomotiva. La performance peggiore è quella di Falchera-Villaretto, che sfiora il -9%.

"Sono ancora molte le zone con il segno negativo - prosegue Portinaro - ma non sono poche quelle che mostrano stabilità di prezzo, con il traino delle aree più pregiate, mentre sono le zone periferiche e parzialmente quella collinare a essere in difficoltà, soprattutto Borgo Po".

"La zona Nord continua a soffrire di problemi storici, anche se la tendenza è in attenuazione rispetto agli anni precedenti. Ma resta la situazione di fatica".

Gli altri settori
Il mercato dei garage negli anni ha recuperato le perdite di valore dal 2013, anche se è diventato una fetta sempre più marginale, mentre i prezzi del mercato commerciale è ormai stabile dal 2018, mentre nel 2019 il calo c'è, ma è di pochi punti percentuali (-2% per gli uffici, mentre i negozi fanno -1%, con predilezione delle vie trafficate e di transito rispetto a quelle secondarie, più toccate dalla desertificazione).

In provincia
Il numero delle compravendite cresce dell'1.9% e fa meglio di Torino città. Male Alpignano, Moncalieri (-3.5%), Orbassano e Pecetto (-3%), molto male Pino Torinese (-4,9%) mentre si stabilizzano Chieri, Chivasso, Collegno e Nichelino (-1.5%). Tra le poche zone in positivo ci sono Caselle (+1,6% forse per lo sblocco dopo 15 anni per la creazione di un centro commerciale nei terreni di fronte allo scalo aeroportuale, un po' come è già accaduto a Bergamo), Vinovo e Grugliasco (+1% circa).

Sul fronte delle seconde case, resta stabile il calo dei prezzi (dal 3 al 3,5% in meno in Valle di Susa).

redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium