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Cronaca | 29 giugno 2020, 11:32

"Intesa è nuda": gli attivisti di Extinction Rebellion si spogliano simbolicamente davanti al grattacielo [FOTO E VIDEO]

Un flash mob per opporsi al riavvio dell'economia globale a spese degli ecosistemi planetari. Si tratta di un'azione che segue quelle inscenate lo scorso 11 giugno sempre sotto la sede del Sanpaolo

"Intesa è nuda": gli attivisti di Extinction Rebellion si spogliano simbolicamente davanti al grattacielo [FOTO E VIDEO]

Nudi davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo, per ricordare che anche il "re" – e quindi la banca – è nudo. È questo il messaggio mandato questa mattina dagli attivisti di Extinction Rebellion Torino che, dopo le azioni messe in atto lo scorso 11 giugno, sono tornati a manifestare sotto la sede del colosso bancario.

Il flash mob rientra in “Bail Out The Planet”, l’ondata di azioni decentralizzate promossa da Extinction Rebellion Europa in tutto il continente, per opporsi al riavvio dell'economia globale a spese degli ecosistemi planetari e delle vite umane.

In particolare, una trentina di attivisti si sono ritrovati in piazza Statuto e, seguendo la metafora del Re Nudo, hanno sfilato in un corteo che è stato inaugurato dall'arrivo di un'attivista con una grande testa di cartapesta, con la corona reale e con un mantello verde di circa 15 metri su cui sono stati stampati gli impegni alla sostenibilità che Intesa Sanpaolo rivendica.

Tra musica e cori, il corteo è poi giunto alle porte del grattacielo sede della banca e lì una quindicina di attivisti si sono tolti i vestiti: sui loro corpi nudi sono stati scritti gli investimenti sporchi che Intesa Sanpaolo ha portato avanti negli ultimi 5 anni. Sui cartelli le scritte “Intesa è nuda” e “Intesa si veste di parole vuote”.

“Dagli Accordi di Parigi a oggi”, hanno spiegato i rappresentanti di Extinction Rebellion Torino, “la banca torinese ha investito circa 12 miliardi di dollari in combustibili fossili, continuando a finanziare progetti e aziende legate all’industria del petrolio, carbone e gas naturale. Riconoscere la gravità della crisi che stiamo vivendo significa smettere di bruciare carbone, petrolio e gas naturale, a partire da oggi”. Durante il presidio alcuni attivisti hanno cercato di consegnare simbolicamente un documento scientifico a un delegato della banca: non sono stati ricevuti ma hanno ottenuto un appubtamebto. Per il "finale" del flash mob, gli attivisti hanno simbolicamente legato i loro corpi l'uno all'altro tramite "il mantello verde di Intesa Sanpaolo" per poi cadere a terra.

"La vita sulla Terra è in pericolo – hanno spiegato – Il nostro pianeta è in crisi, ma ogni crisi contiene una possibilità di trasformazione. Chiediamo a Intesa Sanpaolo di smettere, sin da subito, di investire in tutte le tipologie di combustibili fossili. Il coraggio che non riusciremo a trovare oggi saranno le tragedie che dovremo affrontare domani".

Facendo un passo indietro, ricordiamo che la "polemica" tra Extinction Rebellion Torino e Intesa-Sanpaolo non è nata oggi. Lo scorso 11 giugno gli attivisti avevano inscenato sempre davanti al grattacielo, in corso Inghilterra, un flash mob diviso in tre momenti per denunciare – parole loro – "l’incongruenza tra l’immagine green che la banca rivendica e le conclusioni dei diversi report scientifici sugli investimenti dell’intero settore finanziario in combustibili fossili" (LEGGI QUI). Lo stesso giorno, Intesa Sanpaolo aveva risposto spiegando di essere una delle banche più green al mondo e di essersi recentemente impegnata per il clima con una nuova policy per l’uscita dal carbone (LEGGI QUI). Una replica che evidentemente non è bastata ai manifestanti per il clima (LEGGI QUI), che oggi hanno deciso di tornare a farsi sentire.

Daniele Angi

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