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Attualità | 15 luglio 2020, 18:10

Norme anti-covid, un milione e 800 mila euro per adeguare le scuole comunali di Torino

L'assessore allo Sport Finardi ha inoltre scritto a Spadafora "per evitare la conversione delle palestre in aule didattiche"

L'ex asilo di via Negarville, che la Città è pronta a mettere a disposizione per garantire il distanziamento

L'ex asilo di via Negarville, che la Città è pronta a mettere a disposizione per garantire il distanziamento

Un milione e 800 mila euro per adeguare le scuole comunali di Torino alle norme anti-covid, in vista del ritorno sui banchi a settembre. Un finanziamento, come ha spiegato l’assessore all’Istruzione Antonietta Di Martino al termine della presentazione del bilancio consuntivo 2019, che la Città ha ottenuto grazie al bando PON.

I soldi – ha spiegato – dovranno essere utilizzati per interventi negli spazi ed aule, in vista della ripresa dell’attività didattica in funzione prevenzione anti-Coronavirus”. “Circoscrizione per Circoscrizione  -ha proseguito - faremo sapere quali lavori abbiamo previsto. In parallelo continueranno gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che sono stati avviati al termine del lockdown. Comunicheremo inoltre quali sono gli spazi che la Città può mettere a disposizione nel caso in cui ci fosse l'esigenza e dei quali abbiamo fatto una ricognizione fra associazioni, entri culturali, musei, biblioteche, università”.

Il Comune ha inoltre ribadito che, in caso di necessità per garantire il necessario distanziamento nelle classi, è pronta a mettere a disposizione le ex scuole d’infanzia di via Rubino, via Negarville e una parte di quella di via Poma.

E sul fronte del rischio di conversione delle palestre scolastiche in classi – su cui ieri Regione, CONI e CIP Piemonte hanno voluto accendere un faro denunciando come centinaia di piccole associazioni sportive, che non possono permettersi di avere impianti ad uso esclusivo, rischino di essere annientate – è intervenuto l’assessore comunale allo sport Roberto Finardi. Quest’ultimo ha spiegato di aver scritto, insieme agli altri colleghi delle Città Metropolitane, una lettera al Ministro Vincenzo Spadafora lo scorso 8 giugno.

Nella missiva è stato chiesto l’intervento del Governo per “evitare la conversione delle palestre in aule didattiche, cosa che rappresenterebbe oltre al sacrificio di ore di educazione fisica prevista nei piani didattici, anche un danno di grandi proporzioni a carico di tutta l’attività sportiva”.

 

Cinzia Gatti

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