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Politica | 11 agosto 2020, 20:28

Bonus Inps, Diego Sarno si autosospende dal Partito Democratico

Il Pd ne prende le difese: "L'errore, che sicuramente c'è stato, può essere rimediato con le giuste consapevolezze, le dovute scuse e comportamenti conseguenti". Il M5S di Nichelino ne chiede le dimissioni

Bonus Inps, Diego Sarno si autosospende dal Partito Democratico

La vicenda del Bonus Inps da 600 euro, soldi incassati e poi restituiti, come lui stesso ha raccontato in un post su Facebook, ha convinto il consigliere regionale (ed ex assessore comunale a Nichelino) Diego Sarno ad autosospendersi.

Lo hanno reso noto Antonio Landolfi, segretario del PD di Nichelino, Mimmo Carretta, segretario metropolitano, e Paolo Furia, segretario piemontese del Partito Democratico: "Prendiamo atto della sua decisione di autosospendersi dal partito. Accettiamo la decisione in quanto questo consentirà a lui di essere più libero di difendersi da accuse mediatiche e al partito di mantenere con credibilità una posizione di ferma condanna nei confronti di inoppprtune richieste di bonus destinati a lavoratori autonomi in difficoltà".

"Una posizione che d'altronde resta dura e critca indipendentemente dall'appartenenza del singolo consigliere o parlamentare. Restituire quelle risorse all'INPS è intanto un atto dovuto che correttamente il consigliere Sarno farà come anticipato nella lettera di autosospensione". Poi arriva la difesa da parte del Pd: "L'errore, che sicuramente c'è stato, può essere rimediato con le giuste consapevolezze, le dovute scuse e comportamenti conseguenti".

"Ciò serve a ripristinare innanzitutto il valore della militanza politica, che perlopiù è svolta in forma volontaria e militante, come fa ognuno di noi e anche il consigliere Sarno ha fatto prima di essere eletto in Consiglio Regionale nel 2019, nel partito come nell'associazionismo", conclude la nota del Pd.

Il Movimento Cinque Stelle di Nichelino (dove Sarno è stato a lungo assessore), ha chiesto le sue dimissioni con una lunga nota.  "Evidentemente non gli bastavano gli oltre settemila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e i privilegi di cui già gode. È davvero indecente come l’uomo che rappresenta il nostro territorio in regione Piemonte, a detta del nostro sindaco Giampiero Tolardo, possa essersi macchiato di un’azione così riprovevole. Ha offeso la nostra bandiera, ha macchiato il nome di Nichelino e del Piemonte agli occhi di tutta l’Italia ed è giusto che paghi con le sue dimissioni perché non può e non deve passarla liscia".

"Quando sei un Consigliere regionale di una delle regioni più massacrate da questo maledetto virus, devi dimostrare che c’è un limite imposto dall’etica, dalla moralità e dal senso di responsabilità. Chiediamo a tutte le forze politiche del territorio, compreso il PD di Nichelino, di chiedere le dimissioni di chi non può più rappresentare la nostra città in Regione”.

Massimo De Marzi

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