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Eventi | 22 ottobre 2020, 10:21

"Storie nostre", rassegna di docufilm su personaggi e luoghi della Valle di Susa

Dopo la serata dedicata a Francesco Torre, il 23 ottobre è in programma un evento dedicato a Maura Viceconte e il 30 ottobre la proiezione di “Noi siamo i figli della Monce”

"Storie nostre", rassegna di docufilm su personaggi e luoghi della Valle di Susa

L’associazione Pro Susa, in collaborazione con il Valsusa Fimfest e il patrocinio della Città di Susa, è l'organizzatrice di "Storie nostre", rassegna di docufilm dedicati a personaggi e a luoghi della Valle di Susa con tre appuntamenti, alle ore 21 dei venerdì 16, 23 e 30 ottobre al Salone Pro Susa, in via Madonna delle Grazie.


L’ingresso è ad offerta libera e contingentato sino ad esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione consigliata ai seguenti contatti: tel. 3703562013 – email associazioneprosusa@gmail.com


La serata del 16 ottobre era intitolata "Francesco Torre – Dai monti al mare" ed ha proposto la proiezione di tre docufilm, il 23 ottobre è in programma un evento dedicato a Maura Viceconte e il 30 ottobre verrà proiettato il docufilm di "Noi siamo i figli della Monce".

 

"Maura Viceconte – La vita è una Maratona" | 23 ottobre

Il documentario di Luigi Cantore fa rivivere la vita umana e sportiva, con le testimonianze di buona parte delle persone che l’hanno accompagnata, di Maura Viceconte, maratoneta e mezzofondista valsusina, primatista italiana dei 10000 metri piani, bronzo nel 1998 nella maratona agli Europei a livello individuale ed argento con la squadra italiana, nella stessa manifestazione valida per la Coppa Europa di maratona.

Alla serata saranno presenti Maria Curatolo e Walter Durbano, Remigio Picco, Andrea Pellissier e Walter Viceconte.

Maria Curatolo ha vinto la medaglia d'argento agli europei di Helsinki 1994 ed è arrivata ottava a Seul 1988. Ha disputato anche i mondiali di corsa campestre, dove vanta un decimo posto nel 1988 come miglior risultato. Walter Durbano è stato uno dei grandi nomi della maratona azzurra. Ha fatto parte della nazionale dal 1981 al 1995, e in carriera ha vinto una medaglia d'argento in Coppa del Mondo nel 1993 a San Sebastian, ed è stato più volte campione italiano di maratona e mezza maratona.

Remigio Picco, Andrea Pellissier, Walter Viceconte

 

"Noi siamo i figli della Monce" | 30 ottobre

Le prime presentazioni del docufilm di Luigi Cantore intitolato “NOI SIAMO I FIGLI DELLA MONCE - Storia e storie di una fabbrica-paese del Novecento”, prodotto dal Valsusa Filmfest in collaborazione con il Comune di Condove e l’associazione MoonLive, si sono svolte venerdì 3 e sabato 4 luglio all’interno della Magnetto Wheels di Condove, la fabbrica di cui il docufilm racconta la storia e che tutti conoscevano come le Officine Moncenisio. Gli eventi hanno registrato il tutto esaurito e ottimi riscontri da parte del pubblico, manifestato da lunghi applausi al termine delle proiezioni e il docufilm è stato in seguito presentato in altri appuntamenti in Valle di Susa.

Le riprese e le interviste del film sono state girate tra i mesi di settembre 2019 e gennaio 2020 coinvolgendo nella lavorazione più di 300 persone, nella quasi totalità a titolo volontario.

In un’ora e venti di montaggio, in cui le testimonianze di ex dipendenti e di “figli e nipoti della Monce” si alternano con scene di fiction, molte delle quali prendono spunto proprio dai loro racconti, vengono fatte rivivere vicende e persone che hanno accompagnato la vita e l’epopea della fabbrica, attraversando 70 anni di storia. La fondazione del 1906 ad opera del Cavaliere Fortunato Bauchiero, la produzione post-bellica e della mitica autovettura Temperino, gli anni ’60 in cui la fabbrica era diventata il più grande stabilimento metalmeccanico della Valle di Susa con più di mille dipendenti, la famosa mozione contro la fabbricazione di armi del 1970, il suono dell’ultima sirena nel 1977…

Lo scorso anno, per la presentazione del progetto, la produzione scriveva: “I condovesi di oggi sono un po’ tutti figli e nipoti delle Officine Moncenisio, le esistenze di tante famiglie hanno ruotato per anni intorno alla vita della fabbrica ed i loro tempi  influenzati e scanditi, ancor più che dall’orologio, dal suono della sirena che faceva aprire e richiudere il grande portone di Via Torino dove entravano ed uscivano i lavoratori e le lavoratrici, come il soffio d’aria di un mantice che li aspirava ed espirava a ritmo regolare”.

comunicato stampa

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