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Politica | 29 ottobre 2020, 17:53

Covid; Grimaldi (LUV): “Se non fermiamo la curva, fra 14 giorni avremo 32mila nuovi contagi"

"Tanti quanti sono stati da marzo ad oggi”

Covid; Grimaldi (LUV): “Se non fermiamo la curva, fra 14 giorni avremo 32mila nuovi contagi"

“A Torino il 14 ottobre scorso si erano ammalate 280 persone in più del giorno precedente, dopo sole due settimane l’aumento giornaliero è di 1616 nuovi contagiati; nello stesso periodo in Piemonte i nuovi contagiati giornalieri sono passati da 499 a 2872. Questo accade nonostante la nostra capacità di effettuare tamponi sia inferiore alle grandi regioni del nord, e nonostante non riusciamo a testare neppure tutte le persone che hanno i sintomi del Covid, figurarsi gli asintomatici (che attualmente sono circa il 45% delle persone risultate positive) che propagano i contagi senza neppure accorgersene”, commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Stando ai dati della sanità piemontese – commenta Grimaldi – il raddoppio dei casi avviene ogni 6,5 giorni pertanto, se non fermeremo i contagi, entro due settimane rischiamo di avere 60 mila contagiati in regione: significa che nei prossimi 14 giorni si ammaleranno tanti piemontesi quanti se ne sono ammalati da marzo a oggi. I dati sono anche più spaventosi per la provincia di Torino: fra 6 giorni e mezzo potremmo avere oltre 3200 nuovi contagiati ogni giorno, e se la curva non rallenterà di molto le terapie intensive arriveranno al punto di saturazione nel giro di 20-30 giorni. Secondo alcune stime, se tutto rimarrà come oggi, prima di fine novembre potremo avere più di 100.000 casi solo nella nostra città metropolitana”.

“Sta andando molto male, e se è vero in tutta onestà che la seconda ondata è più dura della prima, le centinaia di segnalazioni che ci stanno arrivando ci restituiscono l’immagine di una Regione totalmente impreparata; siamo travolti dalla seconda ondata come se la prima non ci fosse mai stata – prosegue Grimaldi. Era l’unica cosa che sapevamo di non poterci permettere, eppure i dati impietosi che ci collocano al secondo posto tra le regioni con la crescita giornaliera di positivi più alta dopo la Lombardia, in un testa a testa poco incoraggiante con la Campania, sono il risultato delle cose non fatte dal Presidente Cirio e dalla sua Giunta”.

“Per evitare un lockdown totale, se ancora siamo in tempo di evitarlo – prosegue Grimaldi – dobbiamo limitare al massimo gli spostamenti superflui e, soprattutto, provare il più possibile a separare i contatti tra i più giovani e i più anziani: i reparti di terapia intensiva rischiano il collasso solo a causa degli ultra-50enni infettati dal virus mentre per chi ha un’età inferiore – nonostante si ammali esattamente quanto i più anziani, i casi di questa seconda ondata anzi sono più giovani (25-64 anni) – il ricovero è un’eccezione. Possiamo provare a vivere le nostre rispettive vite separati per un po’, e anche se è un sacrificio enorme e non possiamo certo imporre un lockdown generazionale, possiamo in parte trovare delle soluzioni più avanzate".

"Nella prima fase abbiamo resistito senza adeguati dispositivi di sicurezza e senza conoscenze – conclude Grimaldi – ora che abbiamo tutto questo non possiamo permetterci di gettare all’aria tutti i sacrifici che abbiamo fatto a causa della pur comprensibile esasperazione: l’alternativa all’isolamento volontario è attendere una settimana e, se le statistiche verranno rispettate, chiudere nuovamente tutto. Che è comunque meglio della cronaca di una strage annunciata”.

comunicato stampa

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