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Sanità | 12 aprile 2021, 15:13

Covid, la richiesta di APIC: "L’emergenza sanitaria non deve essere pagata dai portatori di impianto cocleare"

Inviata lettera all’Assessore alla Sanità Icardi, alla Responsabile della Protesica Regionale e ai vertici dell'Asl Città di Torino, per sollecitare chiarimenti

Covid, la richiesta di APIC: "L’emergenza sanitaria non deve essere pagata dai portatori di impianto cocleare"

"Circa un mese fa ci sono state segnalate diverse pratiche (ben 16) riguardanti la fornitura di endoprotesi cocleari, materiali e ricambi ad essi collegati; che l’ASL Città di Torino, attraverso i propri uffici di assistenza protesica ad oggi non ha ancora autorizzato. Si tratta di prescrizioni rilasciate dagli specialisti ORL dei Centri impianti Cocleari piemontesi a favore di propri assistiti i quali sono da troppo tempo in attesa delle autorizzazioni che gli permetterebbero di ripristinare o migliorare la propria funzione uditiva", sottolinea l'associazione APIC.

"Come associazione a suo tempo ci eravamo prontamente attivati interpellando in più occasioni gli enti direttamente preposti al rilascio delle documentazioni ma i risultati purtroppo non sono stati quelli sperati. Ricordiamo per l’ennesima volta che impianto cocleare è considerato a tutti gli effetti un sostituto d’organo e tutte le componenti ad esso collegate e prescrivibili presenti sui nomenclatori fanno parte dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e quindi erogate dal Servizio Sanitario".

"I ritardi che abbiamo segnalato porteranno nella maggior parte dei casi ad aggravi di spesa sanitaria in quanto, visto il periodo trascorso, la maggioranza degli assistiti avrà necessità di nuovi cicli riabilitativi, necessari al ripristino delle precedenti capacità uditive. Dobbiamo inoltre segnalare che la maggioranza dei nominativi che ci sono stati segnalati appartiene a minori e a persone fragili ultra ottantenni che in questo periodo particolare patiscono più di altri l’isolamento forzato che le attuali misure anti contagio richiedono".

"La normativa prevede che un servizio di protesica dalla presentazione della prescrizione ha 20 giorni di tempo per esprimersi, otre questo termine l’autorizzazione alla fornitura dovrebbe intendersi concessa. Purtroppo invece tra i casi segnalati vi sono pratiche ancora giacenti anche da metà gennaio 2021".

L’associazione APIC ha perciò deciso di preparare una lettera che è stata spedita a mezzo PEC all’Assessore alla Sanità Piemontese, alla Responsabile della Protesica Regionale e alla Responsabile Protesica dell’ASL Città di Torino, oltre per conoscenza ai servizi di protesica presenti sul territorio.

comunicato stampa

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