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Cronaca | 14 aprile 2021, 08:48

I Carabinieri sequestrano opere d'arte in corno di rinoceronte, avorio e tartaruga: nei guai casa d'aste torinese

Era stata già venduta ad un cinese, per 45mila euro, una "Coppa da Libagione": denunciato il titolare

Già venduta per 45mila una "Coppa da Libagione" (immagine di precedenti sequestri)

Già venduta per 45mila una "Coppa da Libagione" (immagine di precedenti sequestri)

Alcuni giorni fa i Carabinieri di Torino hanno fatto un controllo, in una nota casa d’aste torinese, per la detenzione e vendita di opere d’arte ed oggetti realizzati con parti di animali o piante in via di estinzione detenuti.

Sono stati sequestrati 17 oggetti in avorio o con parti in questo materiale, tra cui una “Coppa da Libagione” ricavata dal corno di rinoceronte, insieme ad altri costituiti con parti di tartaruga marina e legno di Palissandro: tutti erano sprovvisti di documentazione per la vendita.

A seguito di ulteriori accertamenti è emerso che il manufatto, finemente scolpito e intagliato, era stata venduto via asta elettronica per 45 mila euro ad un cittadino di nazionalità cinese, ed era pronto per essere spedita non appena ottenuto l’attestato di libera circolazione.

I Carabinieri hanno denunciale il rappresentante legale della casa d’asta, i proprietari delle opere e i compratori.

Ogni anno si stima che siano uccisi più di 20.000 elefanti per via delle loro zanne, così come non si ferma la strage per il commercio dei corni di rinoceronte, per il quale vengono uccisi una media di tre rinoceronti ogni giorno.

La convenzione Washington, stipulata nel 1973, nasce allo scopo di regolamentare il commercio internazionale di animali e piante in via di estinzione, il cui traffico illegale si stima, produce un volume di affari mondiale annuo superiore ai 23 miliardi di dollari l’anno, il quarto traffico illegale più grosso al mondo dopo droga, armi e tratta di esseri umani, spesso collegato alle attività di gruppi di criminali o terroristici.

È importante notare come oggi l’uccisione dei rinoceronti non sia ascrivibile a gesti di bracconieri isolati, ma sia un vero e proprio business condotto da organizzazioni criminali transnazionali che cooperano con i paesi consumatori di corno di rinoceronte come Cina, Malesia, Singapore, Vietnam e Giappone.

 

redazione

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