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Eventi | 03 maggio 2021, 10:10

Una tavola imbandita per 11 giorni in Barriera di Milano diventa opera-manifesto

Riprende il progetto “Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto”, che mercoledì 5 maggio inaugurerà con la prima delle otto artiste vincitrici

opera viva

"senzazioni" di Emanuela Barilozzi Caruso

Riparte dopo lo stop il progetto “Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto”, con le otto artiste vincitrici della call lanciata da Flashback, tutta l’arte è contemporanea, finalizzata alla realizzazione di un manifesto di grandi dimensioni da esporre mensilmente in piazza Bottesini.

“In questa settima edizione - sottolinea Christian Caliandro, curatore del progetto e membro della giuria di selezione - gli otto manifesti vincitori sono realizzati tutti da donne: non era un risultato previsto ma mi fa molto piacere perché credo sia un riflesso dell’importante momento storico. Le immagini vincitrici raccontano bene, ognuna con il proprio approccio e il proprio stile, la fase complessa che stiamo vivendo, senza mai risultare didascaliche. Coscienza politica, attenzione alla natura e all'ambiente, resistenza, centralità delle relazioni, la fatica e la ripetizione ma soprattutto la speranza e la conquista di una nuova consapevolezza, sono temi che il pubblico potrà leggere nei manifesti”.

Con questo progetto ideato nel 2015 dall’artista Alessandro Bulgini, lo spazio comunale, tradizionalmente riservato a cartelloni pubblicitari, diventa opera d’artista e accompagna le persone per tutto l'anno, entrando a far parte del loro quotidiano in un contesto di comunità urbana. Negli anni sono stati 34 gli artisti nazionali e internazionali coinvolti in questo grande progetto di committenza artistica outdoor.

Mercoledì 5 maggio alle ore 18.30 verrà inaugurato (anche in diretta Facebook, sul canale @flashbackfair) il primo dei nove manifesti che si susseguiranno in piazza Bottesini nei prossimi mesi. L'inizio del ciclo di arte urbana di quest'anno è forte e significativo del periodo che abbiamo e, stiamo, vivendo: l'opera senzazioni di Emanuela Barilozzi Caruso.

La fotografia ritrae dall'alto una tavola apparecchiata e ingombra di piatti, posate, bicchieri, bottiglie, residui di cibo; sulla tovaglia riconosciamo scritte, disegni, messaggi.

La tavola, allestita dall'artista per l’occasione, non è stata mai sparecchiata per undici giorni, e ha ospitato tre colazioni, quattro pranzi e sette cene per venticinque ospiti, suddivisi due alla volta in ottemperanza al Dpcm del 2 marzo.

Il risultato è una serie di fotografie che documentano i momenti di dialogo e di incontro. Naturalmente, un lavoro di questo tipo trascende la testimonianza visiva, e vive soprattutto nella dimensione dell’esperienza diretta e del ricordo successivo.

Come afferma l'artista: “senzazioni è un'opera collettiva fatta di idee, risate, silenzi, imbarazzi, incontri e separazioni. In totale sicurezza, siamo stati insieme e abbiamo lasciato piatti, posate, bicchieri, disegni, appunti, resti di cibo come una traccia spontanea per chi sarebbe venuto dopo. È stata un’occasione preziosa, intima, per vedere l'altro e riconoscerlo profondamente”.

Manuela Marascio

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